Spirito Santo Corsico

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Martedì 15 e 22 novembre, in tre riunioni, circa 70 persone della nostra parrocchia si sono incontrare per dialogare su quali sono le povertà più dirompenti sul territorio della nostra comunità.

La discussione ci ha portato ad individuare queste situazioni particolarmente problematiche:

  • Abitazione: per quanto consta ai partecipanti non vi sono situazioni di persone prive di casa, mentre vengono segnalate alcuni nuclei di persone residenti in situazione di abitazione abusiva o precaria alla Cascina La Guardia e in via IV novembre.

  • Detenzione: le famiglie coinvolte paiono essere almeno una cinquantina (ben il 4%). In particolare vengono segnalati gli enormi problemi legati alle persone in postdetenzione e agli arresti familiari. Non esistono percorsi di sostegno al reinserimento lavorativo (borse lavoro, ecc.) e soprattutto i familiari delle persone condannate sembrano esser abbandonate a loro stesse.

  • Migrazione estera: oltre ai gruppi già segnalati nel capitolo abitazione, non sembrano esservi particolari difficoltà di inserimento degli immigrati extracomunitari

  • Difficoltà familiari: nessuno è in grado di quantificare il fenomeno, ma sembra che il fenomeno delle coppie che vivono situazioni di conflitto o di crisi siano molte, diverse di queste non giungono nemmeno alla separazione per le difficoltà economiche che essa comporterebbe. Ma questa convivenza forzata ha come conseguenza la fatica dei minori a restare in casa, alimentando così il fenomeno dei ragazzi "per strada" e moltiplicando i casi di violenza domestica.

  • Handicap e disabilità: nella nostra Parrocchia vi sono circa 15 persone disabili. Molti dei presenti al tavolo segnalavano la solitudine in cui è lasciata la famiglia di persone diversamente abili: poche strutture di riferimento, poco sostegno psicologico, umano e di orientamento alle risorse per gli altri componenti di quei nuclei familiari che devono sostenere il carico di questo problema.

  • Indigenza. Da un calcolo approssimativo sembra che le famiglie in condizione di "stabile indigenza" siano circa 35, mentre in situazione di temporanea indigenza circa il doppio, con il rischio che queste ultime, la cui condizione di povertà è ingenerata dalla temporaneità e precarietà del posto di lavoro, si trasformino col tempo in situazioni di indigenza stabile.

  • Malattia. Vi è una presenza significativa di persone portatrici del virus HIV, qualcuno già in AIDS conclamata. Ma il problema più significativo, anche se trascurato, sembra essere quello della salute mentale. Sono state segnalate situazioni di: minori che necessitano di un servizio di neuropsichiatria infantile, giovani con problemi disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia, ...), adulti con gravi problemi (già in carico al Centro PsicoSociale) o con disturbi lievi (depressioni, problemi relazionali, ecc. per i quali non esiste un servizio adeguato).

  • Occupazione. La chiusura delle aziende che storicamente hanno caratterizzato il territorio di Corsico è stato accompagnato dalla massiccia introduzione di grandi strutture commerciali che però non hanno assorbito del tutto la disoccupazione locale creatasi nel frattempo per cui il livello occupazionale sembra, in questo momento, essere il più basso degli ultimi decenni. Viene anche segnalata la fatica culturale e morale dei giovani a leggere "il posto di lavoro" come "luogo" della propria realizzazione umana, occorrono nuovi percorsi educativi che portino ad una visione del lavoro come spazio di compimento di sè.

  • Dipendenze
    Alcool: sembrano essere molti i dipendenti da questa sostanza, in particolare uomini, comunque oltre i trent'anni. Anche i giovani pare bevano molto, occasionalmente, soprattutto birra ma per loro non si può ancora parlare di dipendenza.
    Droga e farmaci: nel quartiere c’è un considerevole spaccio di sostanze che comincia dalla scuola superiore.

  • Scolarità
    L'apparente assenza di analfabeti (anche di ritorno) è però accompagnata da diverse situazioni di ritardo scolastico: ci sono molti ragazzi che frequentano le scuole dell’obbligo con poco interesse, ottenendo così un risultato a volte inferiore alle loro potenzialità. Il problema pare nasca dal poco interesse dei genitori alla vita scolastica del figlio, e dalla tendenziale impreparazione dei docenti ad affrontare minori portatori di problematiche particolari. Non sembra presente il fenomeno dell'abbandono scolastico, si costata, invece, un buon numero di minori che interrompono il percorso scolastico allo scadere dell'obbligo, senza trovare alcuna possibilità di inserimento nel mondo del lavoro.

In un incontro successivo si è cercato di raccogliere le indicazioni per rispondere alla domnda "noi cosa possiamo fare?"

Giovedì 24 novembre, insieme ad una quindicina di volontari si è tenuto il quarto incontro della Tavola Povertà. E’ stata presentata la relazione finale delle povertà presenti nel nostro quartiere. Particolare attenzione è stata riscontrata sul problema dei giovani sia dal punto di vista familiare sia dal punto di vista scolastico\professionale.
Successivamente, i Signori Nicola Malfatti e Gabriele Moretto, responsabili del coordinamento dei Centri di Ascolto della Caritas Ambrosiana di Milano, ci hanno presentato e spiegato l’utilizzo della CARTA EQUA, nata da circa un anno grazie alla collaborazione tra la Caritas Ambrosiana e i supermercati COOP. La Carta aiuta le famiglie che si trovano in un momento di bisogno economico temporaneo. E’ uno strumento che permette alle persone bisognose di cercare di superare le difficoltà con dignità e responsabilità. Il Centro d’Ascolto della zona abitativa, accompagna le persone ad un primo colloquio con la Caritas Ambrosiana. La Caritas ha il compito di valutare la reale necessità della famiglia e in seguito assegnare la Carta, che potrà essere utilizzata per un periodo massimo di sei mesi, durante i quali si prevede la risoluzione del momentaneo disagio economico.
La nostra parrocchia ha già utilizzato questo servizio per sostenere una famiglia in una situazione di indigenza temporanea, e si impegna ad usufruirne con altre quando lo riterrà necessario e opportuno, considerando che sono state segnalate almeno settanta famiglie in questo stato di bisogno.
Nella discussione successiva si conveniva sulla necessità di dare sempre più spazio a forme di aiuto caritativo che permettano di porre le basi per un superamento di ciò che ha generato la situazione di indigenza, in particolare si suggeriva di prendere contatti con gli organismi competenti per valutare le modalità e le possibilità di attivare alcune borse lavoro per persone in condizione di indigenza grave