-Parrocchia Spirito Santo Corsico-
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Partiamo dalle parole del Sinodo sulla carità: “Al di là dell’aiuto materiale o spirituale e, più ancora di questo, l’amore per il povero consiste nell’accoglierlo come persona, inserendolo in una comunione di vita e di affetto. L’opera al povero, al malato, allo straniero, al carcerato è infatti fargli spazio nel proprio tempo, nella propria casa, nelle proprie amicizie, nella propria città e nelle proprie leggi. La carità è molto più impegnativa di una beneficenza occasionale. La prima coinvolge e crea un legame, la seconda si accontenta di un gesto”. (118 § 2). Il centro da cui vogliamo partire è la carità, l’amore gratuito che per primi abbiamo ricevuto. E come il Samaritano che sulla strada di Gerico si è fatto prossimo, anche noi vorremmo capire che il servizio della carità è una scelta di valori da portare avanti, quali il rispetto dei deboli, la difesa e la promozione della dignità umana, la generosità e la cordialità verso il prossimo. La carità non è un atteggiamento che viene chiesto solo a pochi, ma ad ogni persona in quanto figlio o figlia amati dal Padre. Ecco che allora diventa più chiaro cos’è la Caritas: è lo strumento attraverso cui facciamo memoria della bellezza di amare e di lasciare entrare l’altro nella nostra vita.
AREE. LA COMUNITA’ PARROCCHIALE E LA CARITA’. Il gruppo Caritas non si sotituisce alla comunità parrocchiale nell’esercizio della carità, ma vuole essere il luogo in cui impegnarsi a raggiungere alcuni obiettivi. 1 – Educazione e sensibilizzazione. · Organizzare iniziative durante i momenti forti dell’anno liturgico da proporre alla comunità con particolare attenzione ai gruppi di catechesi (testimonianze, commercio equo e solidale, banchetto libri, raccolte fondi...) · Favorire e stimolare la conoscenza di ambiti e realtà in cui sia possibile vivere esperienze di carità (volontariato, incontri, animazione....) 2 – Favorire l’aggregazione fraterna. · Promuovere la qualità della vita quotidiana tra i vari membri della comunità (accoglienza, comunicazione....). · Valorizzare le diversità e le risorse proprie di ciascuna persona “pensante”, creando le condizioni e gli spazi per poterle esprimere e condividere. · Sostenere le iniziative ricreative e aggregative (feste, spettacoli....). 3 – Raccordo fra i gruppi. · Favorire lo scambio di comunicazioni intorno alle diverse iniziative. · Progettare insieme ai responsabili dei vari gruppi itinerari formativi condivisi. · Favorire la conoscenza delle diverse realtà della comunità con particolare attenzione alle situazioni problematiche.
LA CARITA’ E LA CURA DEL “POVERO”. 1 – Riflessione sulle “diversità” e sulle “povertà”. · Attenzione alla persona considerata nella sua totalità (bisogni sia materiali che spirituali). · Lettura delle esigenze che si presentano nel contesto territoriale. · Riferimento costante ai documenti della Chiesa. · Promuovere una conoscenza più approfondita delle tematiche legate alle problematiche emerse. 2 – Le “azioni” della carità. Promuovere e coordinare le risorse della comunità e del territorio in risposta ai bisogni che emergono. · “Procurare il cibo, il vestito, una casa, il lavoro....” (vedi banca alimentare, raccolta e distribuzione di indumenti, contatto con centro d’ascolto....). · La presenza nella solitudine e nella malattia (vedi esperienze di volontariato). · Aiutare minori in difficoltà (recupero scolastico....). · Il perdono a chi offende.
COORDINAMENTO CARITAS PARROCCHIALE – REALTA’ ESTERNE. 1 – Collegamento con la Caritas ambrosiana. Incontri di informazione e formazione con i responsabili e gli operatori della Caritas diocesana. 2 – Collegamenti inter-parrocchiali. · Istituzione di una rete di rapporti ed iniziative coordinate con le diverse Caritas parrocchiali del territorio e con i loro “strumenti” (centro d’ascolto....). · Contatti con gli enti locali (USSL e amministrazione comunale). · Aggancio alle realtà del territorio sui temi della solidarietà e della pace (circolo Acli “Il Sogno”.....).
CARITA’ ED EVANGELIZZAZIONE. Centralità del Vangelo e dell’Eucaristia. Punto di partenza di ogni tentativo di vivere la carità è la meditazione della Parola, la frequenza all’Eucaristia e la costanza nella preghiera. “Come io vi ho amato così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli”. (Gv 13,34-35). La via della carità è via esigente.... ma è l’unica per vivere l’esperienza cristiana di Dio.
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