Spirito Santo Corsico

     -Parrocchia Spirito Santo Corsico-

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PRESENTAZIONE

 

Qualcuno si potrebbe chiedere: che senso ha rileggere e commentare una seconda volta lo stesso Vangelo che si è già commentato lo scorso anno? Forse il Vangelo cambia o forse si modifica di anno in anno per cui è necessaria una nuova lettura e una più recente comprensione di esso?

Ciò che è stato scritto lo scorso anno non è valido più oggi, oppure oggi si ha bisogno di cose più nuove dal momento che chi cambia spesso è l’uomo e cambia più di quanto non si creda?

Gesù proprio questa verità ci insegna: l’urgenza di trarre dal tesoro del Vangelo perennemente cose nuove e cose antiche, cose di ieri, ma anche cose di oggi e poiché l’uomo vive sempre in un oggi puntuale, attuale, non è più nel passato e neanche è nel futuro, in quest’ora urge trarre dal Vangelo le cose nuove che possano aiutarlo a percorrere il tratto di strada di oggi che dovrà avvicinarlo al regno dei cieli. 

Le parola di Gesù pronunciate a conclusione del Capitolo Tredicesimo del Vangelo secondo Giovanni e che contiene le sette parabole del regno dei cieli, meritano di essere comprese con grande saggezza ed applicate con somma intelligenza. Ecco le esatte, precise, puntuali parole di Gesù Signore: “Ogni scriba ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche” (Mt 13,52).

Ma cosa ci vuole insegnare esattamente Gesù e perché sempre si deve estrarre dal tesoro della Parola del Signore, dal Vangelo cose nove e cose antiche?

La Parola di Dio rivela il pensiero di Dio in una parola umana, limitata, dai concetti assai finiti, dal significato assai ristretto, dal senso non sempre evidente e di sicuro mai esaustivo, dal momento che il pensiero di Dio è infinito come Dio è infinito.

San Paolo ci viene in aiuto nella Prima Lettera ai Corinzi, rivelandoci questa sublime verità: “Tra coloro che sono perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo, che vengono ridotti al nulla. Parliamo invece della sapienza di Dio, che è nel mistero, che è rimasta nascosta e che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo l’ha conosciuta; se l’avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria. Ma, come sta scritto: Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano. Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi infatti conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito. L’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. Infatti chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo consigliare? Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo” (1Cor 2,6-16).

È lo Spirito Santo di Dio il grande lettore, interprete, attualizzatore, conoscitore, ermeneuta della Parola del Signore. È Lui l’intelligenza, la sapienza, la saggezza che è contenuta in ogni frase del Vangelo. È Lui la verità della rivelazione che Dio ha fatto alle sue creature. Tutto è lo Spirito Santo per il Vangelo.

Avviene questo: crescendo in grazia e in sapienza ogni giorno, il cristiano cresce nel possesso della verità, sapienza, intelletto, saggezza nello Spirito Santo. Più si è vicino allo Spirito del Signore e più si riesce a vedere con i suoi occhi la verità che è contenuta nel testo del Vangelo.

Se uno si trova a dieci miglia dagli occhi dello Spirito Santo appena, appena riesce a vedere che esiste il volume del Vangelo, ma questo è ermeticamente chiuso. Non parla, perché neanche la sua lettera è vista da chi osserva. Se invece uno si trova a qualche metro riesce a vedere il volume, le pagine, le parole, le frasi. Riesce a dare anche un senso compiuto a ciò che legge. Se però uno è qualche centimetro dal libro del Vangelo, tutto apparirà con maggiore chiarezza. Se infine uno possiede gli stessi occhi dello Spirito di Dio, allora il Vangelo non avrà più segreti per lui.

Questo però non significa che è da lui compreso tutto in un istante. Vi è sempre nella creatura quella crescita costante che deve condurlo di verità in verità fino al possesso della verità tutta intera. Questo processo neanche nell’eternità si compie, a motivo dell’infinita verità di Dio e della natura finita dell’uomo, che mai potrà essere proclamata capace di contenere e di esaurire tutta la verità del Signore nostro Dio.

Gli occhi, il cuore, la mente, la conoscenza, la saggezza, l’intelligenza con cui si leggeva lo scorso anno il Vangelo non sono più gli stessi né per colui che commenta e neanche per i destinatari. Vi è stato un anno di cammino all’ombra dello Spirito Santo che non è trascorso invano.

Per chi commenta e per chi è destinatario dei frutti del suo lavoro vale il principio di San Paolo, manifestato al termine dell’inno alla carità: “La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno, il dono delle lingue cesserà e la conoscenza svanirà. Infatti, in modo imperfetto noi conosciamo e in modo imperfetto profetizziamo. Ma quando verrà ciò che è perfetto, quello che è imperfetto scomparirà. Quand’ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Divenuto uomo, ho eliminato ciò che è da bambino. Adesso noi vediamo in modo confuso, come in uno specchio; allora invece vedremo faccia a faccia. Adesso conosco in modo imperfetto, ma allora conoscerò perfettamente, come anch’io sono conosciuto. Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità!” (1Cor 13,8-13). È questo il nostro viaggio: passare dalla conoscenza imperfetta alla conoscenza perfetta e dal poco al molto.

Questo viaggio lo si può fare solo avvicinandoci ogni giorno di più allo Spirito del Signore e lasciando che sia Lui la luce dei nostri pensieri, la forza della nostra volontà, la mozione del nostro cuore, la verità della nostra intelligenza. È questo il motivo per cui è giusto porsi all’opera e trarre dal tesoro del Vangelo cose nuove assieme alle cose antiche già tratte.

Quando si lavora in comunione di grazia, verità, sapienza, intelligenza, saggezza con lo Spirito Santo, Lui sempre conduce di verità in verità, portandoci fino a tutta la verità. Tutta la verità di quest’anno mai potrà essere tutta la verità per il prossimo anno. Sempre di giorno in giorno bisogna prendere il Vangelo in mano e trarre il nuovo dal suo tesoro per dare pane di verità all’uomo che vive qui ed oggi.

La vergine Maria, Madre della Redenzione, ci aiuti ad entrare nel Vangelo, presi e condotti per mano dello Spirito Santo. Angeli e Santi del Cielo ci aiutino a leggere e a comprendere la verità di ogni pensiero di Dio contenuto nella sua Parola.

15 Agosto 2011

Solennità dell’Assunzione della Beata vergine Maria.