-Parrocchia Spirito Santo Corsico-
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PRESENTAZIONE
La liturgia è la fonte primaria per la conoscenza della volontà di Dio. In essa mirabilmente vengono congiunti ascolto della Parola del Signore, preghiera per la sua comprensione e interiorizzazione, patto di alleanza sancito sul sangue di Gesù Redentore, offerto e consumato, creazione di una sola vita con Dio in Gesù Signore, vera comunione con i fratelli, con i quali si diviene un solo corpo, rinnovamento spirituale e fisico dell’uomo, che in Cristo riceve una dimensione nuova, che è la sua vera essenza. Poiché viene trasformato ad immagine del suo Creatore e Signore. Questa ricchezza rimane però tutta fuori di noi, se la Parola che viene proclamata non è santamente compresa, saggiamente attualizzata, intelligentemente messa nel cuore di quanti sono venuti a celebrare il culto e a nutrirsi di Cristo, Pane di Parola, Verità, Vita Eterna, Sangue di salvezza, Carne di redenzione e Corpo del sacrificio per la remissione dei peccati, Strumento di riconciliazione e di pace. Se la Parola non entra nel cuore, l’uomo rimane senza verità. Anche se riceve la grazia, questa manca del fine stesso per il quale viene conferita, elargita, donata e cioè la nostra conformazione a Cristo secondo la Parola che abbiamo ascoltato. Una verità ancora più profonda ci deve muovere. L’Eucaristia è Nuova Alleanza. L’Alleanza è un “Patto”, un “Testamento”, una “Convenzione” di vita eterna, un “Impegno” bilaterale. Dio e l’uomo, insieme, convengono verso una duplice realizzazione: Dio si obbliga a dare all’uomo la sua vita eterna sulla terra e nel cielo, l’uomo si vincola a dare a Dio la sua vita attuale, che è fatta di peccato, trasgressione, vizio, stoltezza, infinita insipienza. Come l’uomo darà la sua vita a Dio? Portandola interamente nella sua Parola, vivendola secondo la sua volontà manifestata nel Vangelo, osservando le Beatitudini, realizzando la perfetta imitazione di Gesù Signore, seguendo il suo esempio. In questa prospettiva la lettura del Vangelo quotidiano non è solo una pia meditazione, un esercizio dello spirito dell’uomo, un’attività della sua intelligenza, un’opera del suo cuore, finalizzati a conoscere la verità che il Signore ci ha rivelato e che noi siamo chiamati ad osservare. È molto di più. La lettura del Vangelo quotidiano è un vero rinnovamento dell’Alleanza stipulata nel Battesimo, nella Cresima, nella Penitenza, nell’Eucaristia, il giorno in cui si è divenuti Presbiteri o uniti con il Sacramento indissolubile del Matrimonio. È come se noi fossimo ogni giorno presso il monte Sinai, o nel Cenacolo. Ecco cosa è avvenuto presso il monte Sinai. Mosè riceve la Legge. Dio pronunciò tutte queste parole: «Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d’Egitto, dalla condizione servile: Non avrai altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. Non pronuncerai invano il nome del Signore, tuo Dio, perché il Signore non lascia impunito chi pronuncia il suo nome invano. Ricòrdati del giorno del sabato per santificarlo. Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato. Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà. Non ucciderai. Non commetterai adulterio. Non ruberai. Non pronuncerai falsa testimonianza contro il tuo prossimo. Non desidererai la casa del tuo prossimo. Non desidererai la moglie del tuo prossimo, né il suo schiavo né la sua schiava, né il suo bue né il suo asino, né alcuna cosa che appartenga al tuo prossimo». (Es 20,1-17). Mosè riferisce al popolo le parole dette dal Signore. Il popolo ascolta le parole e su di esse stipula l’Alleanza, impegnandosi ad osservarla per tutti i giorni della sua vita. Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!». Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d’Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrificare giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore. Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l’altra metà sull’altare. Quindi prese il libro dell’alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto». Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell’alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!». (Es 24,3-8). Nel Cenacolo l’Alleanza è stabilita sul fondamento del nuovo Comandamento, così come esso è stato annunziato da Gesù Signore. Ecco come il Vangelo secondo Matteo ci annunzia la stipulazione della Nuova Alleanza. Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». (Mt 26,26-29). Mentre il Vangelo secondo Giovanni così ci rivela la portata del nuovo Comandamento dell’amore. Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine. Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda, figlio di Simone Iscariota, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò da tavola, depose le vesti, prese un asciugamano e se lo cinse attorno alla vita. Poi versò dell’acqua nel catino e cominciò a lavare i piedi dei discepoli e ad asciugarli con l’asciugamano di cui si era cinto. Venne dunque da Simon Pietro e questi gli disse: «Signore, tu lavi i piedi a me?». Rispose Gesù: «Quello che io faccio, tu ora non lo capisci; lo capirai dopo». Gli disse Pietro: «Tu non mi laverai i piedi in eterno!». Gli rispose Gesù: «Se non ti laverò, non avrai parte con me». Gli disse Simon Pietro: «Signore, non solo i miei piedi, ma anche le mani e il capo!». Soggiunse Gesù: «Chi ha fatto il bagno, non ha bisogno di lavarsi se non i piedi ed è tutto puro; e voi siete puri, ma non tutti». Sapeva infatti chi lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete puri». Quando ebbe lavato loro i piedi, riprese le sue vesti, sedette di nuovo e disse loro: «Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica. Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto, ma deve compiersi la Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io Sono. In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato». Quando [Giuda] fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire. Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri». (Gv 13,1-20.31-35). La Parola del Vangelo che noi ascoltiamo ogni giorno ha un solo significato: mostrarci concretamente come Gesù amava, perché anche noi lo possiamo imitare. Se osserviamo la letteratura ascetica, notiamo che le “ricette” della santità cristiana sono senza numero. Ognuno propone una sua particolare via, ognuno un suo cammino, ognuno una strada da percorrere. Certo. Tutte queste vie sono buone, ottime, sante, se praticate con assiduità e costanza. Ma sono anche per ogni uomo indistintamente? Sono per il povero e per il ricco, per il dotto e per l’ignorante, per il sapiente e per colui che tanto sapiente non è? Alcune vie non possono essere praticate da tutti, perché non tutti possiedono le qualità spirituali richieste. Il Vangelo invece è praticabile da tutti. Tutti possono percorrere la sua strada. Tutti si possono incamminare sulla sua via. Tutti possono viverlo in pienezza di attualizzazione. Ecco allora l’opera sapiente della Chiesa. Non dona ogni giorno tutto il Vangelo da vivere ai suoi figli. Ne dona un brano, un rigo, una pagina. Dona un esempio particolare di Cristo Gesù, un suo insegnamento, una sua risposta, un suo ammaestramento, una sua opera di compassione e di carità. Come il corpo per nutrirsi non mangia tutto il cibo della terra, ma assume quel poco che poi trasforma in energia di vita, così fa la Chiesa con i suoi figli. Essa non dona tutta la verità di Dio, tutta la sua divina volontà in un solo giorno, in una sola volta. Dona quel poco che basta oggi per elevarci nella più alta santità. Si legge il Vangelo della liturgia del giorno, lo si comprende, lo si mette nel cuore, lo si vive, ci si nutre spiritualmente per tutta la giornata. Cambia la vita del discepolo di Gesù. Un giorno senza Vangelo è un giorno senza nutrimento spirituale. È un giorno di anemia dell’anima e dello spirito. È un giorno di morte della verità che è in noi. Ora che sappiamo la vitale importanza del Vangelo del giorno, ecco la preghiera che dobbiamo innalzare al Signore per ogni discepolo di Gesù: Signore, fa’ che ogni giorno ci lasciamo illuminare con la tua Parola. Rafforza la nostra volontà, riscalda il nostro cuore, rendi saggia la nostra mente per poterci nutrire del tuo Vangelo e ricolmare così di verità e sapienza celeste la nostra vita. Vergine Maria, Madre della Redenzione, fa’ che neanche per un solo istante rimaniamo senza Vangelo, la unica e sola fonte della luce che guida i nostri passi sulla via del bene e dell’eternità beata. La grazia di Dio è sempre a portata di mano. Manca solo il nostro impegno e la nostra costanza, il nostro desiderio e il nostro amore. Affido queste brevi riflessioni alla Vergine Maria, Madre della Redenzione. Sia Lei a renderle fonte di autentica fede, perfetta verità, somma giustizia per tutti noi. Sia Lei a farci innamorare della Parola di suoi Figlio Gesù per tutti i giorni della nostra vita. Gli Angeli e i Santi ci custodiscano nella luce divina che sgorga in modo sempre vivo e sempre attuale dal Vangelo della grazia e della salvezza.
Mons. Costantino Di Bruno Catanzaro 2 Agosto 2010 |
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