Spirito Santo Corsico

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Liturgia 15 febb 06

Omelia di don Luigi Perego

Parrocchia Spirito Santo - Corsico 15 febbraio 2006

Mercoledì 6° settimana dell’anno

In ricordo di don Agostino Saccani

 

Grazie dell’invito ad essere qui con voi nel ricordo di don Agostino

Ciò che viviamo questa sera è certamente una occasione, come è scritto sul notiziario “Il Chiostro”, per presentare al Signore la gratitudine per questa comunità e per “la storia fatta di incontri, di amicizie e di presenze”.

E l’Eucaristia è “rendimento di grazie”!

 

In questa breve riflessione mi è stato chiesto di ripercorrere la mia presenza tra voi.

Mi sembra però importante collocare questa riflessione nella Parola di Dio che la liturgia di questa celebrazione eucaristica ci presenta.

Pagine che mi sembrano significative per una comunità

         Che ripensa ai suoi inizi

         Che ripercorre il cammino di venti anni di storia

         E che guarda avanti per una esperienza di fede sempre più piena.

 

Il primo brano, dalla lettera di Giacomo, è un invito a mettere al centro la Parola

Ad essere una comunità  che sa far tacere le parole umane, parole che troppo spesso dividono, per essere una comunità che si pone in attento ascolto della Parola che viene dal Signore e la mette in pratica nell’amore verso il prossimo, nel costruire una vera comunità.

 La pagina del Vangelo poi ci invita a ricorrere al Signore perché ci prenda per mano, ci faccia uscire dalla nostra cecità e, poco a poco, ci aiuti a saper vedere in modo pieno la nostra realtà  e a guardare ad essa con gli occhi del Signore.

 Ho cercato, alla luce di questi stimoli, di ritornare all’esperienza che ho vissuto con voi qui, venti anni or sono (tanti ne sono già passati!)

 Sono giunto in mezzo a voi quando era ancora molto viva la memoria di don Agostino.

Non avevo conosciuto don Agostino, ma, negli ultimi mesi della sua vita, avevo imparato a conoscerlo tramite il Vicario episcopale mons. Mezzzanotti che mi preparava così ad incontrare questa comunità. E l’ho conosciuto attraverso le vostre testimonianze, anche se, a volte, lasciatemelo dire, un po’ contraddittorie… ognuno pretendeva di riassumere in un solo aspetto, e lo presentava come il più importante, la ricca personalità di don Agostino

 

 Una certezza c’era in me, all’inizio del mio cammino tra voi: la ricchezza di ciò che don Agostino aveva lasciato alla comunità che aveva iniziato a servire.

E l’immagine che era viva in me era quella del seme gettato a larghe mani, del chicco di grano posto sotto terra che muore per dare frutto, del granello di senapa, il più piccolo di tutti i semi che produce un albero sui cui rami si posano gli uccelli.

E il seme è segno della parola, è segno del regno di Dio che devono crescere nel mondo.

 Il compito che si presentava a me era quello, con l’aiuto del Signore che è il vero protagonista della crescita di una comunità, di accompagnare la crescita di questa comunità della Parrocchia dello Spirito Santo, di aiutare questa comunità ad acquistare una sua identità un suo volto … compiere i primi passi in questa direzione.

 Non è stato un cammino facile quello compiuto assieme in quattro anni, dal settembre 1986 all’ottobre del 1990. Perché dopo il lavoro iniziale e carico di entusiasmo di don Agostino si trattava di operare su diverse linee:

  • dal portare avanti le opera murarie

  • al dare una struttura pastorale alla parrocchia con le esigenze e anche le formalità, che questo richiede

  • al proporre un itinerario di fede sulle linee del cammino diocesano

  • fino a cercare di costruire rapporti fraterni  per una vera vita di comunità.

Il cammino non è stato facile perché spesse volte, (il richiamo alle letture di oggi mi sembra importante) le esperienze e le parole umane prendevano il sopravvento sulla Parola di Dio alla quale si cercava di ispirarsi; perché spesso si era ciechi, o si intravedeva appena qualcosa, e si voleva correre senza individuare la strada e … alcune nostre interpretazioni prendevano  il sopravvento sul bene della comunità … nascevano così incomprensioni, divisioni.

Ma pur in queste fatiche sono certo che il cammino percorso assieme  non è stato vano, ma ricco di frutti, perché in quel cammino, pur coi nostri difetti, ci si affidava al Signore. 

Cerco di cogliere, come piccoli flash, solo alcuni aspetti che hanno accompagnato quell’esperienza

 L’attenzione della comunità ai ragazzi e ai giovani, inserendoci nelle proposte diocesane

  • Da qui la priorità data ai lavori per le sale di catechismo, per il salone sottostante la chiesa, per la sistemazione del cortile e del campo

  • Con ragazzi e giovani abbiamo condiviso le attività dell’oratorio e la proposta dell’esperienza estiva in montagna

  • soprattutto coi giovani e adolescenti … l’impegno con loro di un itinerario di fede, percorrendo assieme la proposta diocesana che ha portato all’Assemblea di Sichem

  • l’animazione di particolari momenti dell’anno (catechesi, feste, spettacoli).

 Non è mancato certamente il cammino con gli adulti attraverso la catechesi e le varie iniziative, col sorgere anche di gruppi di riferimento come quello degli anziani e altri per varie attività… la proposta della caritas, l’attenzione ad altre realtà.

E in questo ambito lo sforzo di costruire qualcosa per le famiglie…

 L’impegno per la vita liturgica: in particolare l’animazione della Messa e soprattutto l’attenzione a fare della Messa domenicale il momento centrale della vita della comunità.

Una comunità che si sforzava anche di essere attenta al quartiere, alla sue esigenze

 Sono continuate anche attività molto pratiche la raccolta della carta, del rottame. E non sono mancati momenti di feste comunitarie.

 Tutto, come ricordavo prima, era orientato a far crescere una comunità Cristiana, una comunità che avesse al centro il Signore Risorto, e che si lasciasse guidare dallo Spirito Santo.

 Avevamo un punto di riferimento importante, una bussola, in questo cammino, che abbiamo, ad un certo punto, tentato anche di delineare in una bozza di Progetto Pastorale Parrocchiale.

Questo riferimento era il cammino che l’Arcivescovo, il card. Carlo. M. Martini, aveva proposto alla comunità diocesana negli anni precedenti, a partire dalla dimensione contemplativa della vita, attraverso il primato della Parola, la centralità dell’Eucaristia, fino alla missione e alla carità, calando questo percorso nel tema dell’Educare che proprio in quegli anni l’Arcivescovo ci proponeva.

Avevamo fatto nostra una espressione sintetica di questo cammino: “Come una Chiesa orante, nutrita dalla Parola e formata dall’Eucaristia, assume la forma della Carità e in essa svolge la sua missione di testimonianza e di annuncio di Cristo Risorto al mondo”.

 In questo breve cammino, in queste realtà vissute assieme e anche in tante altre attività è stata preziosissima e fondamentale la collaborazione di tante persone (so che alcuni di loro non ci sono più, ed è importante ricordare anche loro in questa celebrazione). Tante persone che in modi diversi e in diversi settori hanno dato il loro apporto.

L’impegno di tutti e di ciascuno è realtà fondamentale nella costruzione di una comunità, sentendoci tutti servitori del Signore e dei fratelli.

Continuiamo ora la nostra celebrazione Eucaristica, chiedendo veramente al Signore di prendere per mano questa comunità di aprire gli occhi e le orecchie di tutti i suoi fedeli per ascoltare e vivere la sua Parola e saper vedere il cammino di questa comunità con gli occhi di Dio.

E affido al Signore l’impegno del nuovo parroco, don Carlo, che ringrazio per l’invito e l’incontro di questa sera 

 

Foto della serata