Spirito Santo Corsico

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28 maggio 2006

Omelia don Roberto Davanzo

Direttore Caritas Ambrosiana

1.     oggi è una festa grande per la Chiesa intera e per questa porzione di chiesa che è la Parrocchia di Santo Spirito in Corsico; ringrazio anzitutto il vostro parroco, don Carlo Pirotta, di cui sono amico e che mi ha accolto un anno fa in Caritas per farmi fare i primi passi come direttore ...

 

2.     è festa grande per la Chiesa intera, anzitutto, perché oggi si celebra il mistero di un Dio che non abbandona i suoi amici: dopo la Pasqua di Gesù, dopo la sua Ascensione, la sua presenza nella storia viene garantita da un altro dono che abbiamo imparato a chiamare Spirito Santo, dono invisibile, ma che produce, in chi lo accoglie, effetti visibilissimi che si riassumono in quell’ “effetto sale” di cui parla l’Arcivescovo nel messaggio che ha scritto per i ragazzi della cresima; un “effetto sale” che significa diventare capaci di una vita saporosa, gustosa e di rendere saporosa, gustosa anche la vita di coloro che avremo accanto

 

3.     a partire dalla Parola di Dio di questa domenica vengono alcune indicazioni preziose su cosa significhi “effetto sale”:

significa avere scoperto che il Dio di cui parliamo oggi è un grande educatore, un Dio che per dimostrarci il suo amore è arrivato a donare la sua vita, che le ha inventate tutte pur di conquistare la nostra fiducia e di far vedere che non ci imbroglia ...

un Dio-educatore che, tirati grandi i suoi figli, è capace di tagliare il cordone ombelicale, di lasciare che questi figli facciano passi in autonomia, traballanti, incerti, ma in autonomia

 vedete, la bravura di un educatore emerge dalla sua capacità di tirarsi indietro senza cadere nella tentazione di pensare di essere sempre indispensabile

la bravura di un educatore la si vede quando intuisce che il vero modo per educare è quello di fare come l’aquila che butta l’aquilotto dal nido, perchè se non lo facesse quello non impara più a volare, a cacciare, a difendersi

 

4.     leggiamo il vangelo di questa festa dell’ascensione: Gesù si congeda dai suoi discepoli con un discorso solenne, ufficiale; l’impegno che affida ai suoi amici è enorme: fino ai confini della terra, per farlo conoscere e compiere gesti grandi; già, ma fino ad un momento prima, fino alla croce, questi discepoli erano scappati via come conigli e le donne che andarono a pregare al sepolcro, quando lo trovarono vuoto, anche loro fuggirono piene di paura senza dire niente a nessuno ...

 che significa? Che il vangelo fu affidato a donne che hanno taciuto, a discepoli che hanno tradito; significa che Gesù ha rischiato con gente che non era ancora pronta, che non aveva ancora le idee chiare...

  •  questa è la cresima: la meraviglia di un vangelo affidato a ciascuno di noi e non importa se debole nella fede, se intimorito dei propri dubbi, se lento a credere
  •  questa è l’ascensione:  il momento in cui Gesù si tira indietro e in cui i discepoli partono per predicare dappertutto; questo vale anche per voi: 11% degli studenti di Milano sono stranieri!

 

5.     è festa grande allora, per questa parrocchia, per questi giovani amici che stanno per ricevere un dono grande che li riempie di responsabilità, ma ancora più riempie, risveglia le nostre responsabilità, specie dei padrini e delle madrine: orgogliosi e preoccupati perchè impegnati a far vedere che cosa genera il dono dello Spirito in chi lo riceve; noi che lo Spirito lo abbiamo ricevuto qualche anno fa; li abbiamo accompagnati fino a questo punto, adesso dobbiamo mostrare loro che cosa produce questo invisibile dono:

a.      la scoperta del grande educatore

b.     la responsabilità per quanti non l’hanno ancora conosciuto

non perdiamo questa occasione!