-Parrocchia Spirito Santo Corsico-
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Carissimi parrocchiani della Parrocchia dello Spirito Santo in Corsico, sono molto lieto di trovarmi ancora una volta in mezzo a voi, questa volta per una circostanza così straordinaria e solenne come quella della consacrazione, della dedicazione della chiesa. E’ una circostanza che avviene una sola volta nella storia di una chiesa, è un po’ come il battesimo, ed è una circostanza che segna storicamente la conclusione di quella che potremmo chiamare l’infanzia o l’adolescenza di una comunità cristiana, e prelude a quello che è la maturità, il cammino maturo di una comunità. E così sarebbe bello, voi lo avrete certamente fatto in preparazione a questo momento, richiamare le tappe recenti della fondazione di questa comunità, e ricordare tutte le persone che con il loro sacrificio, la loro dedizione, preti e laici, hanno contribuito a far giungere a questo punto, a questo traguardo, punto di partenza per un nuovo cammino. Sarebbero tante le persone e le cose da ricordare! Io mi limito a ricordarne una sola, e cioè il primo parroco di questa parrocchia, don Agostino Saccani, il quale ha veramente offerto la sua vita per voi e perchè questo giorno fosse possibile. Negli ultimi tempi della sua malattia che lo portò alla morte egli pregava costantemente per voi, per questa sua parrocchia; e certamente ora dal cielo è qui presso di voi per darvi coraggio, per congratularsi con voi, per confortarvi nel vostro cammino. Avete di fatto camminato molto, avete realizzato molto, ed è ora di ripartire per un cammino di maturità della parrocchia. Le letture che abbiamo ascoltato, che sono letture specifiche di questa cerimonia di dedicazione della chiesa, ci parlano della dedicazione della chiesa: la prima sotto l’aspetto, potremmo dire, più propriamente spirituale, la seconda sotto l’aspetto delle conseguenze pastorali della dedicazione, e la terza infine delle conseguenze ecclesiali, riguardanti tutta la Chiesa. Cominciamo dalla prima lettura che ci riporta ad una dedicazione avvenuta 2900 anni fa; è la prima preghiera di dedicazione di un tempio che si conosca nella storia, è la preghiera che il re Salomone fa per la dedicazione del primo tempio d’Israele. E’ una preghiera dunque che ci giunge dalla notte dei tempi, ma che conserva tutta la sua attualità come se la dicessimo noi oggi per questo momento. C’è innanzitutto nella preghiera una invocazione alla fedeltà di Dio: “Signore Dio d’Israele Tu mantieni l’alleanza e la misericordia con i tuoi servi che camminano davanti a Te con tutto il cuore”. Dio è fedele, mantiene l’alleanza e la misericordia, è stato fedele con le primizie, con le origini di questa parrocchia, con coloro che l’hanno voluta, promossa, con coloro che si sono assunti il carico di farla crescere. Questa fedeltà di Dio che celebriamo oggi, che vi ha accompagnato fin qui, è quella che vi accompagnerà anche in futuro. Voi continuerete a camminare appoggiati alla fedeltà di Dio, alla sua alleanza e alla sua misericordia. Dopo questa invocazione alla fedeltà di Dio la preghiera di Salomone esprime un grido di meraviglia: “I cieli dei cieli non possono contenerti, o Dio, tanto meno questa casa che io ho costruita”. Come possiamo pretendere noi di restringere Dio in questo luogo, Dio è più grande, Dio non si lascia costringere da nessuna realtà, da nessun elemento umano. Eppure malgrado ciò, pur sapendo che Dio è infinitamente più grande di tutti i mondi, noi chiediamo che gli occhi del Signore “siano aperti notte e giorno sopra questa casa”; e quindi la preghiera che io farò è per ottenere la benedizione di Dio su questa casa e su tutte le vostre case costruite attorno a questa casa. “Lì sarà il mio nome”: ecco, il Signore vuole essere qui, e quindi non lasciarvi soli, il Signore è venuto ad abitare in mezzo a voi, prende casa in mezzo a voi per confortarvi ogni giorno nelle vostre case. E venendo qui il più sovente possibile, in particolare per la messa domenicale, per l’eucaristia settimanale, ma quelli che potranno anche più sovente, anche tutti i giorni, voi troverete sempre qui il nome del Signore, la Parola del Signore, la consolazione, il conforto di Dio per voi. Questo edificio qui innalzato è il segno che Dio vi ama, è la certezza che la vita cristiana vale la pena di essere vissuta con intensità e con pienezza. E’ uno stimolo, un incoraggiamento per il vostro cammino di comunità. E le conseguenze pastorali di questa celebrazione sono espresse nella seconda lettura, dalla lettera di san Paolo ai Corinzi, dove, chi scrive, si rivolge direttamente a voi che in questo momento uniti con me partecipate a questa dedicazione, e dice: “Fratelli, voi siete l’edificio di Dio, non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?”. E questa parrocchia che ha questo bellissimo titolo dello Spirito Santo ha quindi una ragione speciale per confidare in questa presenza dello Spirito. Ma qui viene detto che lo Spirito di Dio abita non soltanto in questo luogo che noi dedichiamo per sempre al Signore, ma abita in voi, cioè ciascuno di voi è questo tempio, ciascuno di voi è l’edificio di Dio a partire dal battesimo, da quel fonte battesimale da cui io ho iniziato questa celebrazione. Ciascuno di voi è tempio di Dio. Celebriamo quindi non soltanto la presenza di Dio in questa chiesa, ma la presenza di Dio in ogni battezzato. E l’azione pastorale della parrocchia consiste nel far prendere coscienza ad ogni battezzato che lui è tempio di Dio, che in lui abita lo Spirito di Dio. E san Paolo dice con una parola minacciosa: “Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui”; sono esistite nella storia, anche nei nostri tempi, delle azioni blasfeme, delle distruzioni di chiese con la volontà di distruggerle; ma se questo è orribile perchè distrugge la civiltà, la cultura di un popolo, quanto più è orribile la distruzione del tempio di Dio che avviene quando ciascuno di noi si lascia invadere dal peccato, dalla ribellione a Dio e distrugge il tempio di Dio che è in sè. Dunque, l’impegno della vita di parrocchia è di far prendere coscienza a ciascuno della sua dignità: tu sei edificio di Dio, tu sei tempio di Dio, lo Spirito di Dio abita in te. Vivi dunque in maniera degna della tua chiamata, sii all’altezza della tua dignità, e questo attraverso tutto l’impegno della vita di parrocchia, la quale, attraverso l’ascolto della Parola di Dio, la celebrazione dei sacramenti, l’educazione cristiana, l’oratorio, il servizio della carità, la catechesi, edifica in noi la coscienza del dono che abbiamo ricevuto nel battesimo, la coscienza dell’essere ciascuno di noi figlio e figlia di Dio, destinato alla visione di Dio per l’eternità, chiamato alla pienezza della comunione con Dio. Questa seconda lettura ci esprime dunque le conseguenze pastorali di questa dedicazione. Mentre la terza lettura allarga il nostro sguardo alla Chiesa intera. Questa terza lettura ci riporta la promessa di Gesù a Pietro: “Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa”. La Chiesa è dunque edificata su Pietro, sulla fede di Pietro, sui successori di Pietro. E noi professiamo dunque in questa nostra liturgia anche il nostro legame di comunione col Papa; ci uniamo a lui in particolare nel viaggio a Zagabria, nelle martoriate terre della Croazia, ci sentiamo vicini a lui nella sofferenza di questi giorni per aver dovuto rinunciare al viaggio a Sarajevo, e professiamo in ogni caso che noi siamo Chiesa Cattolica perchè uniti con lui, e ciascuno di voi vive questa comunione col Papa attraverso il Vescovo e attraverso la comunione con la Chiesa Diocesana, con la Chiesa Ambrosiana, con la Chiesa di Milano. Ed io sono qui a compiere questa dedicazione e per dirvi: “Voi siete parte di questa grande Chiesa”. In questo momento, quest’oggi possiamo dire che la Chiesa di Milano è radunata soprattutto qui, con il suo Vescovo, con il Vicario Episcopale, con il decano, con il parroco, con i sacerdoti che vi sono vicini, con tutti coloro che in qualche modo sono uniti a voi; la Chiesa Diocesana, il Duomo di Milano in questo momento è qui, questo, è oggi, il centro della Chiesa Diocesana, voi fate parte di una grande comunità di milioni e milioni di battezzati che insieme con voi pregano, onorano Dio e hanno bisogno del vostro contributo e del vostro impegno cristiano per edificare insieme la Chiesa di Dio. Considerate dunque la vostra parrocchia come una parrocchia che in questo momento si trova al centro dell’attenzione della Diocesi, così come lo è stata per tutto il tempo della costruzione della chiesa, all’attenzione anche dei nostri uffici diocesani; in questo momento voi siete al centro dell’attenzione della Diocesi, perchè la Diocesi aspetta da voi che, dopo questa dedicazione, ripartiate nell’impegno cristiano con tutte quelle espressioni di vitalità che sono frutto della grazia di Dio riversata in questo momento su di voi. Della grazia, della forza, della consolazione e dello Spirito che il Signore riversa su di voi in questa eucaristia, in questa celebrazione. Sia dunque questo il momento in cui il vostro cammino verso Gerusalemme, verso la pienezza della rivelazione di Dio diventa ancora più forte, più cosciente. Sia il momento in cui lo Spirito Santo semina in voi, come ha già cominciato a fare per il passato, vocazioni alla vita sacerdotale, religiosa, missionaria. Sia il momento in cui prendete coscienza della vostra missione rispetto al quartiere, rispetto alla città. Voi siete una comunità privilegiata da Dio, abitata dallo Spirito Santo, pronta a chinarsi sulle sofferenze e sui dolori di tanti altri, anche di coloro che vengono poco in chiesa, o che conoscono poco questa comunità. Fatevi carico di tanti altri, allargate il vostro cuore, rinnovate il vostro proposito, lasciatevi incoraggiare dalla forza dello Spirito Santo e potrete camminare costruendo in voi e intorno a voi l’edificio, il tempio di Dio. Così come avete costruito questa bella chiesa che ora dedico per sempre al Signore, per intercessione di tutti i Santi, per intercessione di Maria, e con lo speciale aiuto dello Spirito Santo di Dio. |
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