-Parrocchia Spirito Santo Corsico-
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Mi ricordo che, una domenica mattina, ero presente alla Santa Messa che veniva celebrata nella cappelletta (sala riunioni) in via Dei Navigli 1, quando, arrivato il momento delle letture, ed avendo constatato che nessuno si avvicinava al leggio, mi sono guardato intorno, mi sono alzato e mi sono avvicinato all’altare. Ho così iniziato la lettura della Parola: era la prima volta che leggevo ad una Messa e non avevo neppure la più pallida idea di come sarebbe andata a finire. Terminata la Santa Messa, Don Agostino mi disse: “Ho bisogno di lei”. Testuali parole. Mi sono girato verso mia moglie, le ho dato le chiavi, dicendole di avviarsi da sola verso casa perchè il Don aveva bisogno di me. Il Don mi chiese: “Posso venire a casa tua a fare una riunione dei lettori che proclamano la Parola durante la Messa, ma soprattutto perchè io possa incontrarli per spiegare loro come si assolve questo importante ministero?”. Risposi subito di sì e fissammo immediatamente il giorno e l’ora del primo incontro. Il Don, però, telefonò anche a mia moglie per avere la sua disponibilità e, soprattutto, per essere sicuro che la cosa non le creasse problemi. Era una persona molto “fine” il Don. Così, al martedì sera, arrivò da noi con Stefano e Mario (i due fratelli). Poi si aggregarono la Loredana Cattaneo con la Lina, la Giulia e la Gabriella. Si aggiunse, infine, il Marinacci e tu, Giuditta. Mi ricordo che quella sera il gruppo d’animazione delle Sante Messe iniziò la sua attività, o meglio, nacque il “Gruppo Liturgico” che si dedicava alla lettura e meditazione della Parola di Dio relativa alla Santa Messa della domenica. Il gruppo, ogni settimana, si spostava da una casa all’altra usufruendo così delle varie disponibilità. Don Agostino portava i foglietti della Santa Messa. Si dava lettura della Parola ed ognuno di noi diceva il pensiero che più lo aveva colpito e il perchè, o più semplicemente leggeva la frase che sentiva più vicina alla sua esperienza di vita. Alla fine, il Don concludeva spiegando con semplicità quello che la Parola ci voleva indicare. Erano piccole scoperte che ci aprivano ad una crescita interiore e ci facevano sentire fratelli liberi da ipocrisie. Nessuno si sentiva inferiore o superiore nell’interpretazione della Parola perchè lo sguardo gioioso e limpido di Don Agostino ci faceva sentire tutti uguali e ci diceva che anche lui cresceva con noi. Perciò eravamo spronati a prepararci da soli alla volta successiva. A tale proposito, ciascuno di noi, nel frattempo, aveva acquistato il messale. Mi ricordo il giorno del primo Venerdì Santo con Don Agostino. Nei giorni precedenti preparai le croci per poter celebrare la Via Crucis. Le fissai ai piloni sparsi nel quartiere secondo il progetto del Don. Alla sera del venerdì, con l’ausilio di alcune strutture prestate dalla Parrocchia di Sant’Ireneo di Cesano Boscone, siamo usciti dalla cappella con il Don e con poche persone al seguito. Ecco, il primo “miracolo”. Le persone scendevano dalle loro case e si univano a noi. Al rientro eravamo veramente numerosi. La cappella era gremita e non ci si stava più. Molti furono costretti a rimanere fuori. Da quella sera, la partecipazione alle varie Messe crebbe sensibilmente. Ebbe così inizio una “comunità” intorno ad un “piccolo” prete dal sorriso dolce e con tanta voglia di fare...... Si preparò anche l’Altare della Riposizione, nella cantina della famiglia Porotti, con relativi turni di presenza, allo scopo di non lasciare solo il Signore Gesù ivi riposto. Che Santa Pasqua quell’anno! Ci sembrava proprio di essere rinati ad una “Vita Nuova”. Il Signore era veramente “Risorto”, ma soprattutto nella nuova “comunità” che aveva già dato il suo primo vagito. Isidoro |
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