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Dott.ssa Cettina Marraffa: il modello di catechesi del Movimento Apostolico

La Sacra Scrittura nel modello di catechesi del Movimento Apostolico

Corsico (MI), 1-2 maggio 2010

 

 

Introduzione

 

In un momento di confusione in cui si trovava la Chiesa ambrosiana del IV secolo, pare che un bambino, un giorno, nella cattedrale di Milano gridasse: “Ambrogio vescovo! Ambrogio vescovo!!”, coinvolgendo così l’intera città nella grande acclamazione. Iniziò così l’esperienza di Ambrogio come vescovo della metropoli milanese. Questo straordinario personaggio si dedicò, così, allo studio della teologia e della Scrittura, e nell’ arco di poco tempo ricevette tutti e tre i gradi dell’Ordine. Mise la sua forte personalità a servizio del vangelo e della costruzione del regno di Dio. Seppe conciliare studio e preghiera, cura d’anime e predicazione. Proprio questa fu la dimensione più vivace del suo ministero episcopale. Le sue catechesi e omelie, fondate sulla sacra Scrittura e sulla vita della Chiesa, avevano una così straordinaria forza di persuasione che riuscivano ad attirare perfino gli scettici e gli ipercritici, come, per esempio, Agostino di Tagaste. Proprio Agostino, battezzato da Ambrogio e successivamente divenuto vescovo, ricordando alcune giornate trascorse a Milano, ripensava al grande impegno del vescovo milanese nello studio della Bibbia, nella catechesi e nella cura dei deboli e dei poveri[1]: insegnamento che segnò ed ereditò, evidentemente, il giovane vescovo Agostino.

Grandezza dell’opera di Dio! Così da discepolo divenne maestro, da catecumeno vescovo, da ascoltatore di catechesi a grande catechista della Chiesa di Cristo. Vita e ministero di Agostino sono strettamente legate a quella di Ambrogio. Anzi di più! Certamente Agostino ha ereditato e superato il modo di fare catechesi del suo maestro. Profondo conoscitore della Scrittura e del mistero di Cristo, nelle sue catechesi era attento a tutte le situazioni: dal luogo alle persone, dai contenuti da dire ai tempi del dire, insegnando così l’uso catechistico della Scrittura e il giusto posto da dare alla Parola di Dio nell’educazione della fede.

Ambrogio e Agostino, due illustri vescovi che tanto hanno dato alla Chiesa milanese; due grandi che hanno veramente creato una “scuola catechistica”, verso cui generazioni di pastori si sono nel tempo ispirati. Oggi siamo qui, nella stessa città che vide protagonisti i due grandi Padri della Chiesa, per riflettere sul rapporto Scrittura-catechesi-fede; non possiamo non guardare con particolare attenzione e devozione all’eredità catechistica e ascetica che ci hanno lasciato, luminosi esempi che risplendono come astri nel tempo.    

 

La Sacra Scrittura nel modello di catechesi del Movimento Apostolico

 

La Sacra Scrittura è il libro della Parola di Dio, poiché è la Parola consegnata allo scritto per ispirazione dello Spirito Santo. Questa consegna è stata realizzata dalla Tradizione, la quale ha fatto conoscere alla Chiesa l’insieme dei libri ispirati che compongono, appunto, la stessa Scrittura. Così, Sacra Scrittura e Sacra Tradizione sono strettamente congiunte e comunicanti tra loro, e costituiscono un solo deposito della Parola di Dio affidato alla Chiesa[2].

Ho fatto questa precisazione teologica perché penso sia utile puntualizzare che la Parola di Dio non coincide con la Sacra Scrittura; tuttavia è contenuta in essa e nella Tradizione. Nella giusta armonia di questo trinomio (Scrittura-Tradizione-Magistero), quel Dio che ha parlato in passato, continua ancora a parlare con noi, con la Sposa del suo Figlio diletto[3], cioè la Chiesa.

La catechesi ha il compito di trasmettere in modo vitale questi due grandi “documenti” della fede, che costituiscono le sue “fonti”, poiché scaturiscono dall’unica e medesima sorgente divina. Questo concetto lo esprime bene il documento della Pontificia Commissione Biblica del 1993, il quale afferma che la spiegazione della Parola di Dio nella catechesi ha come fonte primaria la Sacra Scrittura, che, spiegata nel contesto della Tradizione, fornisce il punto di partenza, il fondamento e la norma dell’insegnamento catechetico. Uno degli scopi della catechesi è quello di introdurre a una retta comprensione della Bibbia e alla sua lettura fruttuosa, che permetta di scoprire la vita divina che essa contiene e suscitare una risposta di fede, la più generosa possibile, al messaggio che Dio rivolge attraverso la sua Parola all’umanità[4].

Visto il tema che mi è stato affidato, desidero soffermarmi sulla fonte “Scrittura”, sul ruolo e sulla funzione che essa ha nel modello di catechesi proposto dal Movimento Apostolico e sul loro mutuo rapporto. Anzitutto intendo affermare che il Movimento ha sempre favorito una certa familiarità con il testo sacro. La sua continua lettura, meditazione, interpretazione nello Spirito e secondo la fede della Chiesa, sono condizioni necessarie per avere una conoscenza globale e, perché no, diligente del messaggio della fede. L’attenzione e la riverenza, poi, verso tutti i testi ispirati e di ogni loro parte, anche quelli che apparentemente sembrano inutili o poco rilevanti, rendono veramente significativa ed efficace la comunicazione della fede attraverso il rapporto Scrittura-catechesi che il Movimento offre alle comunità ecclesiali.

Se tutta la Scrittura manifesta il cuore di Dio che parla e comunica al suo popolo il suo amore e la sua volontà di redenzione e salvezza, il Vangelo manifesta il cuore di Gesù che batte e vibra di compassione per ogni uomo. Pertanto possiamo ben dire che il Vangelo è il cuore stesso di tutta la Scrittura. Questo è il motivo fondamentale per cui la catechesi che anima il Movimento parte sempre dall’analisi del Vangelo, perché nessuna dottrina o pensiero umano venga insegnato, ma solo la verità che Cristo comunica o, più esattamente, la verità che Egli è.

L’utilizzo del vangelo nella catechesi, quindi, è fortemente raccomandato dalla Chiesa, poiché gli stessi vangeli, prima di essere scritti, sono stati l’espressione di un insegnamento orale trasmesso alle comunità cristiane; essi presentano, più o meno evidente, una struttura catechetica[5]. Considerata, inoltre, la finalità della catechesi, ovvero l’educazione della fede dei credenti e la loro introduzione alla pienezza della vita cristiana, nasce l’esigenza di dare impulso ad un itinerario formativo organico, sistematico e permanente, un vero approfondimento del mistero cristiano, in cui la catechesi si distingue rispetto alle altre forme di annuncio. Questo tipo di catechesi il Movimento promuove fin dall’inizio della sua storia.

Una catechesi sistematica, non improvvisata, secondo un programma che gli consenta di raggiungere il suo proprio scopo; un insegnamento semplice che insista sull’essenziale, senza pretendere di affrontare tutte le questioni scritturistiche, né di trasformarsi in una ricerca teologica insensata e inopportuna; una catechesi che punta ad un insegnamento completo e integrale della fede, senza frammentazioni, mutilazioni, diminuzioni che svuotano la verità stessa del messaggio evangelico; una catechesi aperta a tutte le componenti della vita cristiana. Questo è itinerario catechetico che il Movimento Apostolico presenta, perché considera la Sacra Scrittura, in modo particolare il Vangelo, come sorgente dalla quale attingere teologia, fede, spiritualità, vita pastorale[6].

Detto ciò desidero mettere in evidenza alcune linee pratiche, concrete, attraverso cui la Parola di Dio della sorgente, ossia la Scrittura, fluisca nella forma comunicativa della catechesi. Si tratta, in sostanza, di focalizzare l’attenzione sul dinamismo Scrittura-catechesi e sui risvolti che questo apporta nell’esperienza formativa. Al riguardo il modello che il Movimento propone, perché i credenti acquisiscano competenze e si rafforzino nella fede, mira principalmente a raggiungere tre intenti: (a) La conoscenza scritturistica; (b) La spiritualità biblica; (c) La pratica della Scrittura.

Conoscenza della Scrittura. Apprendere l’alfabeto della Scrittura in quanto storia, letteratura e messaggio. Si tratta di informazioni essenziali: leggere il testo, saper cogliere ciò che esso dice (messaggio di fede) e comprenderlo secondo la fede della Chiesa (aiutandosi evidentemente con i commentari)[7]. In questo ci si avvale della competenza di teologi e catechisti. La catechesi aiuta, inoltre, ad apprendere la Scrittura nelle grandi categorie di pensiero che esprimo il messaggio della fede. In altre parole aiuta la comprensione della storia della salvezza e, quindi, del progetto salvifico di Dio, come alleanza tra Dio e il suo popolo, attraverso le sue tappe più significative: creazione, peccato, alleanza con Israele (Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, Davide, i re, i profeti, l’esilio, i sapienti, l’attesa messianica), nuova alleanza di Gesù Cristo, missione della Chiesa, attesa escatologica (attesa di cieli nuovi e terra nuova). La catechesi, narrando la storia della salvezza, racconta le meraviglie di Dio, quello che Lui ha fatto, fa e farà per noi, vede ed espone il mistero di Cristo come il cuore, il culmine e il compimento di tutto il piano di salvezza dell’Onnipotente[8]. Di questa meravigliosa storia ogni credente, e in modo particolare il catechista, deve avere delle conoscenze più complete ed esaustive possibili. In modo particolare la conoscenza di Gesù, la sua vita pubblica, le sue parole, le sue opere, il suo mistero; in Cristo la conoscenza della Vergine Maria (almeno secondo le testimonianze evangeliche). Ma anche la conoscenza di altri personaggi biblici (Abramo, Mosè, Davide, Samuele, Pietro, Paolo, ecc) e di alcuni episodi che hanno particolarmente fatto risaltare l’intervento salvifico di Dio nella storia: storia di Abramo, liberazione dalla schiavitù dell’Egitto, patto di Alleanza con i Dieci Comandamenti, dono della terra promessa, esilio in Babilonia, attesa del Messia, vita e missione di Gesù, inizi della Chiesa. È chiaro che alla conoscenza intellettuale della Scrittura deve necessariamente affiancarsi quella sapienziale. Proprio di questa intendo parlare in questo secondo punto.

 La spiritualità biblica. La catechesi che il Movimento Apostolico promuove nelle comunità ecclesiali, in stretto rapporto di comunione, vuole essere anche un valido aiuto ad acquisire una spiritualità biblica. Cosa intendo quando parlo di spiritualità biblica? Soffermarsi sul testo sacro come colloquio adorante e orante con il Signore, per tradurre la Parola di Dio (in particolare il vangelo) nella carne dell’esperienza quotidiana, attraverso la maturazione di evidenti atteggiamenti cristiani, che promuovono la dignità dell’uomo con una vita vissuta nell’amore, nel perdono, con la ricerca e il gusto della verità, della trasparenza, della fedeltà a Dio e a i fratelli. Il credente che vuole assimilare una tale spiritualità biblica, e la catechesi concorre anche a questo scopo, non può non avere una certa familiarità con la meditazione e la contemplazione. Perché questo? Perché la Scrittura, scritta per ispirazione dello Spirito Santo che si è servito a sua volta di uomini particolari (ad es. profeti, apostoli, evangelisti), ci comunica la verità di Dio, la quale ci permette di entrare in comunione di vita con Lui. La catechesi, quindi, ci aiuta ad avere una conoscenza più approfondita della Scrittura, e al contempo crea le condizioni favorevoli per una proficua sua meditazione e contemplazione. Lo Spirito non parla al nostro cuore nel frastuono e nella distrazione. Ha bisogno di silenzio, di solitudine e di quella interiorità che gli consente di riflettere sul mistero di Cristo, che la Scrittura ci fa “udire e vedere” mediante la catechesi.

Lettura, ascolto, ammaestramento, meditazione contemplazione sono componenti essenziali che devono necessariamente coesistere nell’atto catechistico, perché i credenti trovino orientano per la vita, serenità e forza per dare risposta alla chiamata di Dio, impulso per impegnarsi nella causa di Gesù, discernere secondo verità il senso della propria vita[9].

La pratica della Scrittura. È l’incontro diretto e personale con la Bibbia in sé. La catechesi ha il compito di educare alla lettura personale, costante e integrale della Scrittura, per favorire, così, l’esperienza di incontro con la fonte scritta della Parola di Dio. Inoltre una costante e buona lettura, previa e successiva all’atto catechistico in sé, consente al credente di entrare in familiarità con il testo sacro. Ciò è fondamentale perché, unita all’azione dello Spirito Santo, la catechesi illumini l’intelligenza e apra il cuore ad un proficuo e fruttuoso ascolto della Parola di Dio.

La visibilità  della Scrittura.

Quello dei musical è un linguaggio catechistico immediato, in cui la danza, il mimo, il canto, ben armonizzati rivelano un’incidenza particolare in ordine alla partecipazione, sia dei protagonisti, sia dello spettatore, al mistero cristiano annunciato. In questi eventi si crea anche una intensa collaborazione di fraternità e comunione tra gli stessi giovani partecipanti. Vi parlo, ovviamente, dalla mia esperienza personale. In tutti questi anni ho potuto constatare come la preparazione dei musical abbia contribuito a creare una certa armonia, una clima di vera unione e fraternità tra i giovani che hanno dato la loro disponibilità. Alcuni hanno rafforzato il loro legame con il Movimento stesso; altri hanno avuto occasione di conoscerlo per la prima volta e di apprezzarlo come autentica via di Chiesa. C’è stata una forma di evangelizzazione all’interno, ancor prima che all’esterno. In sostanza posso dire che da una tradizionale catechesi ricevuta e partecipata si passa ad una forma di catechesi “visiva”, che si dimostra valido strumento della ricerca di fede e dell’evangelizzazione-comunicazione.

Anche voi avete fatto esperienze di musicals in questi anni e penso vi ritroviate, in qualche modo, in ciò che vi ho appena esposto. Sono certamente “forme catechistiche” che continuano a manifestare una grande forza di impatto e di contemplazione del mistero di Cristo, momenti intensi e appassionanti che fungono da anello di congiunzione tra l’annuncio e la testimonianza di vita cristiana.

 

 

Conclusione

 

Il modello di catechesi del Movimento Apostolico è insieme biblico, teologico, ascetico, sacramentale, avente come scopo la maturità della fede e l’introduzione graduale alla vita della Chiesa. Tale modello aiuta a rifondare la fede nel cuore dei credenti perché propone un itinerario educativo che raccorda Parola e fede, catechesi e sacramenti, catechesi e vita, fede e testimonianza cristiana.

In questo processo educativo la catechesi deve far innamorare della Parola di Dio attestata nella Scrittura, mettendola in rilievo come relazione interpersonale. Aiuta anche a riscoprire la bellezza e l’utilità di tutta la Bibbia, impegnandosi a riconsiderare e valorizzare la dimensione teologica e spirituale dell’Antico e del Nuovo Testamento, la loro inscindibile unione e la loro continuità nel compimento e nel superamento. La catechesi, inoltre, cura la dinamica Scrittura-vita. Avverte il bisogno di riconoscere l’attualità della Parola di Dio attraverso un corretto processo di interpretazione che crei una valida correlazione tra il testo sacro e la vita reale dei credenti. Tale attualizzazione della Parola deve avere un impatto sia personale che comunitario.

La catechesi che il Movimento presenta  vuole evidenziare questo nesso che porta a scoprire la Scrittura non come lettera morta, fonte di notizie di un tempo che fu, ma come Parola che ha incidenza spirituale e morale nella concretezza dell’esistenza.

 

 

                           

                                                                                                                      Cettina M.


 

[1] Agostino di Ippona, Confessioni,VI,3,3.

[2] Cf. Concilio Vaticano II, Costituzione sulla divina rivelazione Dei Verbum, 9.

[3] Ibidem, 8.

 

[4] Pontificia Commissione Biblica, L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1993, IV C 3.

[5] Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica Catechesi Tradendae, n. 11.

[6] Cf. Sinodo dei Vescovi, La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa. Lineamenta, XII Assemblea Generale Ordinaria, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2007.

[7] Tra i tanti commentari esistenti nella letteratura teologica contemporanea, sottolineo la monumentale opera di commenti al Nuovo Testamento e di scritti catechetici di Mons. Costantino Di Bruno, consultabili nel sito: www.movimentoapostolico.it (sussidi alla formazione).

[8] Cf. Congregazione del Clero, Direttorio Generale per la Catechesi, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 1997, n. 115.

[9] Cf. Conferência Nacional dos Bispos do Brasil, Diretório Nacional de Catequese, Documentos da Cnbb 84, Paulinas, São Paulo 2006, n. 111, pp. 105-106.