Spirito Santo Corsico

     -Parrocchia Spirito Santo Corsico-

Home Su

 

Tra cielo e mare:

Calabria 2008

 

TropeaDurante il mese di luglio 2008 un gruppo di adolescenti-animatori del nostro Oratorio si è recato in Calabria.

L'articolo del quotidiano "Il domani"

Nel photoalbum puoi vedere alcune immagini del viaggio,

o leggere i due racconti qui sotto:

Un racconto dai ragazzi

Alle 10.30 del 15 giugno si diffonde tra di noi la grande notizia:una settimana premio in Calabria per noi del gruppo adolescenti. Il nostro pensiero è andato subito al mare,alla spiaggia,al sole e al divertimento.
Finalmente un po’ di vacanza dopo un anno lungo e faticoso! Treno o aereo? Albergo o residence? Costa ionica o tirrenica? Dove saremmo andati? Si presentavano già i primi problemi organizzativi. Ma soprattutto sarebbe stata solo una vacanza o il don avrebbe trovato il modo di farci "lavorare"?
La sera stessa abbiamo ricevuto le prime informazioni necessarie per tranquillizzare i nostri genitori, ma ancora eravamo all’oscuro del vero senso del viaggio. Avevamo come la sensazione che gli organizzatori ci stessero tenendo nascosto qualcosa.
Sapevamo solo che saremmo stati ospiti di membri del Movimento Apostolico e che avremmo incontrato una persona molto particolare, descrittaci come "profeta" nel senso più cristiano del termine e cioè in grado non di prevedere il futuro ma di leggere e interpretare il presente.
Dopo il lungo viaggio di 11 ore in treno, siamo arrivati finalmente alla stazione di Catanzaro Lido. Prima di recarci ai luoghi dove avremmo trascorso le notti – in seminario per i ragazzi, "in villa" per le ragazze – era necessario passare in Chiesa per la S. Messa.
Appena entrati ci siamo subito accorti che c’era qualcosa di diverso,di assente nelle nostra chiese al nord.
Ma ecco allora che incomincia la celebrazione : un canto gioioso accompagna l’entrata del sacerdote e altri canti di uguale allegria animano la Messa. Era come se la fede di quelle persone si manifestasse nell’attiva partecipazione alla cerimonia, quasi che coinvolgere le persone li attorno nel celebrare il sacrificio di Gesù, fosse per loro l’unica preoccupazione. La diversa atmosfera, rispetto alla nostra chiesa, era causata anche  nell’utilizzo – eccezionale per noi – di strumenti come il bongo . l’utilizzo di strumenti così poco presenti nelle nostre chiese, sarebbe poi ritornata il giorno successivo, lunedì 14,giorno dell’incontro con la sig.ra Maria Marino. I canti che il giorno della Messa avevamo ascoltato venivano ora ripetuti con l’aggiunta di maracas dall’assemblea riunita.
La sera, dopo una giornata passata ad avvicinarsi sempre di più alla realtà del movimento, si rideva e si scherzava come sempre, ma ognuno di noi aveva qualche domanda nel cuore a cui sperava di dare una risposta o più semplicemente qualche espressione da esprimere. Le persone che durante questo viaggio sono state accanto a noi sono riuscite a colmare in parte i nostri dubbi; ma le discussioni più belle sono state quelle tra di noi, in camera, prima di addormentarci: tra chiacchiere e biscotti siamo riusciti a esprimere proprio tutto quello che sentivamo.
Tropea2Dopo l’incontro  del lunedì con la sig.ra Maria si è dibattuto a lungo tra di noi su quanto avevamo visto. C’era chi al precedente scetticismo aveva sostituito piena certezza, chi invece solo confusione manifestata ponendo al gruppo parecchie domande, chi ancora non si esprimeva ritirandosi in un silenzio assorto. Altre impressioni riguardavano la semplicità della sig.ra Maria, i suoi occhi che fotografavano quasi la folla  presente, le sue parole di esortazione che avevano – a sentire i discorsi fatti – colpito a segno nei cuori di molti di noi, la sua capacità di avvicinare la gente, i suoi sorrisi apparentemente casuali. Aveva colpito la discrezione che avvolgeva il Movimento nel raccontare la storia della sig. Maria da parte di alcuni membri e allo stesso modo la completa ospitalità dataci, che partiva dall’interessamento sulle nostre condizioni ad ogni ora del giorno, passando dal festeggiare il compleanno di uno di noi con una torta, fino ad arrivare, cosa rara per noi settentrionali, al prestarci gratuitamente la macchina per gli spostamenti. Tutto questo accompagnato dalla possibilità di dormire comodamente in una villa per le ragazze e in seminario per i ragazzi. Ed è anche per questo che la nostra permanenza in Calabria sarà ricordata a lungo, probabilmente per sempre, da noi di Corsico con riconoscenza e allegria perché niente sarebbe stato così bello se al nostro arrivo non avessimo trovato ad aspettarci persone tanto speciali. Bisognerebbe avere molti numeri di questo periodico per ringraziare le moltissime persone che abbiamo anche solo incrociato in questa nostra settimana,la cui sola presenza ha contribuito a far si che questo viaggio possa essere veramente definito "indimenticabile". Ma per non rischiare di dimenticare nessuno mandiamo un ringraziamento generale a tutti coloro che abbiamo incontrato e un ringraziamento speciale alla famiglia Morrone, ai seminaristi e a don Gesualdo.

Con gli occhi della Fede

(il racconto di don Carlo)

ZambroneIl desiderio profondo che abita il cuore di ogni parroco anche di chi si ritrova pastore nella periferia più estrema, è ll desiderio di portare la propria gente sempre più vicina a Gesù, il condividere il faticoso cammino del credere con coloro che sono stati affidati dalla Provvidenza. Ma spesso l’affannoso rincorrersi di attività pastorali ci chiede di essere più tour operator che guide spirituali, più organizzatori di eventi che maestri della vita spirituale.

Ed è proprio per ritrovare il centro del proprio servizio come prete che pensando agli adolescenti della mia comunità, dopo un anno di loro fedeltà alla catechesi parrocchiale, lasciandomi provocare dall’entusiasmo che sprizzava dai loro occhi durante le quattro lunghe settimane di servizio a tempo pieno dei più piccoli nelle attività dell’Oratorio Estivo, che ho pensato di proporre non una semplice vacanza ma la possibilità di stare in compagnia di persone che hanno fatto dell’annuncio del Vangelo il cuore della loro quotidianità.

Avevo già incontrato la freschezza e l’entusiasmo del Movimento Apostolico in Calabria e mi piaceva l’idea di far incontrare ai miei ragazzi una realtà così ricca di giovinezza e così li ho imbarcati nell’avventura di una settimana di Calabria dove l’ubriacante bellezza del mare coniugata con la ricerca del senso della propria vita, avrebbe potuto distillare un nuovo modo di guardare a sé e al proprio essere cristiano.

L’esito dell’esperienza è andata ben oltre le più rosee aspettative la "vacanza" si è trasformata in una scoperta di un Dio che è presenta nella vita e agisce, soffia di continuo, come il vento di Catanzaro nelle vele della propria vita interiore.

L’incontro con l’ispiratrice del Movimento Apostolico ha permesso ai ragazzi di guardare a Gesù e alla sua parola così come lei li vede e ritornare a guardare la propria vita con gli occhi di Gesù. Mentre vedevo sgranarsi i loro occhi (e aprirsi la loro bocca al sorriso) ascoltando le parole di esortazione, mi ritornavano in mente le aride lezioni di teologia quando tentavo di comprendere cosa Perre Rousselot intendeva esprimere con la sua teoria degli "occhi della Fede" capaci di raccogliere l’insieme degli indizi che indicano Dio, sotto l’effetto della Grazia, e di unificarli nell’evangelico grido "io credo, Signore".

La conseguenza che ho visto nei ragazzi è stata quella di un’esplosione di gioia e di desiderio di impegno e responsabilità, accompagnata da mille e mille domande sull’essere cristiani e credenti. Il desiderio di vivere questa spiritualità e di farla conoscere a tanti altri, continuando a fare il parrocco in questa parrocchia e impegnandomi a curare il mio gregge.

Ora non mi è dato di vedere quali saranno i frutti di questa esperienza, ma sicuramente i miei ragazzi provocati di continuo nella loro quotidianità da venditori di polveri e fumi che provocano sballi e fughe emotive, forse per la prima volta hanno provato l’"estasi" di sentirsi coinvolti dall’amore di Dio e dal suo sogno sull’umanità e su ogni singola persona.

Un grazie grande e smisurato agli amici di Calabria che hanno permesso con la trasparenza del loro cuore e con la loro squisita e raffinata ospitalità, di aprire a tutti noi uno squarcio di sereno cielo nel grigiore delle nubi quotidiane.