Spirito Santo Corsico

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a cura di Mons. Costantino Di Bruno

Domenica 9 gennaio 2011

Battesimo del Signore

Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento

(Mt 3,13-17)

 

Dio mai potrà prendersi una vita se questa non gli viene donata, offerta. Ogni uomo deve darsi a Dio con un atto di volontà. il dono è attuale, opera per opera, oppure esso è perenne. È dato una volta per tutte, senza mai più ritorno indietro.

Gesù è vero uomo. È insieme vero Dio e vero uomo. Il vero uomo, tutta intera la sua umanità, deve essere data al Padre celeste perché Lui possa fare di Gesù il suo Messia, il suo Redentore, il Salvatore del mondo. Senza il dono della sua umanità al Padre, mai Gesù sarebbe potuto divenire il Servo del Signore per realizzare la sua volontà. Mai sarebbe stato costituito Messia e Salvatore.

Giovanni pensa che Gesù voglia ricevere il suo battesimo di penitenza e di conversione come tutti gli altri e vuole impedire che questo avvenga. Gesù invece gli dice che bisogna compiere ogni giustizia. Qual è la giustizia che si deve adempiere? Essa è una sola: dare a Dio ciò che deve essere dato a Dio, cioè la sua umanità attraverso il dono della sua volontà. Gesù scende nelle acque del Giordano e si lava della sua volontà umana, lo dona tutta al Padre, ne fa un dono perenne. Da questo istante la sua umanità è interamente del Padre. Il Padre la può assumere per fare di essa lo strumento di espiazione e di redenzione per il genere umano. Leggiamo:

Allora Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».

Data al Padre la sua volontà e tutto della sua umanità, Gesù esce dall’acqua e subito di aprirono per Lui i cieli ed Egli vide lo Spirito di Dio discendere some una colomba e venire sopra di Lui. In questo istante si compiono le profezie di Isaia. Gesù è consacrato Messia. È costituito l’Unto del Signore, il suo Cristo.

Il Padre annunzia chi è Cristo Gesù: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento”. Queste parole Isaia le dice del Servo del Signore. Il Servo del Signore è il suo Figlio, il suo amato, il suo Unigenito. Il suo Figlio è il Verbo Eterno. Il Figlio Unigenito del Padre è il Messia, l’Unto, il Cristo. Questa testimonianza dona oggi il Padre su Gesù il Nazareno.

Da questo istante Gesù è Messia. Può iniziare la sua missione. Può manifestare la volontà di Dio. Può proclamare la giustizia celeste. Può indicare al mondo la via della vita. Può realizzare tutta la salvezza dell’umanità. Ciò che avviene oggi deve avvenire per tutti i giorni della vita di Gesù. Sempre lo Spirito Santo dovrà aleggiare sopra di Lui. Sempre il Padre si dovrà compiacere di Lui. Come aleggerà lo Spirito Santo? Rimanendo Gesù in una perenne comunione di preghiera e di invocazione. Come il Padre si compiacerà di Lui? Rimanendo Gesù sempre nel compimento della sua divina volontà. Nessuno potrà mai essere per gli altri, se non è prima di tutto nello Spirito Santo e per il Padre. È per il Padre se obbedisce ad ogni suo volere. È nello Spirito del Signore se vive in una comunione mirabile di verità e di preghiera. Se non si vive nello Spirito Santo e non si compie ogni obbedienza, nessuna missione potrà essere mai vissuta. Fuori dello Spirito del Signore e senza il Padre, è il fallimento totale, assoluto.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, tu sei stata sempre nello Spirito Santo e per il Padre celeste. Angeli e Santi di Dio, conservateci nel Padre e nello Spirito del Signore.