Il Vangelo di questo giorno ci presenta la Vergine Maria e Giuseppe, fedeli osservati della Legge di Dio e di ogni sua prescrizione. Ci rivela anche la loro povertà. Non vivevano né nel lusso, né nella ricchezza, né nell’abbondanza. La pochezza era la loro nobiltà e il quasi niente il loro lusso. Sempre la ricchezza rende viziosi e l’abbondanza ci fa dimenticare Dio e i fratelli. La povertà invece, vissuta nella fede e nella speranza, apre il cuore a Dio e al mondo intero. Nella purezza della fede la povertà è sempre fonte di vita. Senza fede la povertà diviene odiosa e conduce alla disperazione. In Gerusalemme vive un vegliardo pio e giusto, timorato di Dio, osservante della sua Legge. A lui lo Spirito Santo gli aveva fatto una grande promessa: non sarebbe morto prima di aver visto il Messia del Signore. Oggi Gesù è portato nel tempio per essere offerto al Signore. Anche la Vergine Maria è lì per adempiere la legge della sua purificazione rituale. Nessuno sa chi è quel Bambino che ella tiene fra le braccia. Lo Spirito Santo non solo spinge il Vecchio Simeone perché si rechi nel tempio, gli fa anche riconoscere nel Bambino il Messia che lui stava attenendo. Le parole che lui proferisce in lode e benedizione di Dio, meritano di essere custodite gelosamente nel nostro cuore, riflettendo su di esse e meditandole giorno per giorno. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore – e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele». Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Chi è Gesù, il Bambino che lui tiene fra le braccia? Gesù è la salvezza di Dio, da Lui preparata davanti a tutti i popoli. Gesù è vero dono di Dio all’umanità intera. Ecco la prima verità sul Messia del Signore. Lui non viene per un popolo, una tribù, una razza, una famiglia, un casato. Lui viene per ogni uomo, di ogni tempo. Lui è la salvezza di ogni uomo. Questo Dio ha stabilito. Questo ha preparato. Questo ha realizzato. Non c’è salvezza se non in Cristo, per Cristo, con Cristo. Non c’è altra salvezza, perché è Cristo la salvezza di Dio per ogni uomo. Questa è la volontà eterna del Padre. Chi è ancora Gesù, il Bambino che lui tiene fra le braccia? È la luce che Dio ha mandato sulla nostra sterra perché illumini la mente di ogni uomo sul suo stesso mistero. Chi vuole conoscere Dio deve lasciarsi illuminare dalla luce di Gesù Messia. Chi non si lascerà illuminare da questa luce, mai potrà conoscere Dio. Poiché è dalla vera conoscenza di Dio la vera conoscenza dell’uomo, chi non conosce Dio secondo verità, neanche l’uomo potrà conoscere. Vivrà nella falsità di Dio, di se stesso, dei suoi fratelli. Gesù però rimane sempre la gloria del popolo del Signore, che è Israele. Lui è figlio di questo popolo. Questa gloria nessuno gliela potrà mai togliere. Vergine Maria, Madre della Redenzione, anche tu sei gloria di Israele, perché vera figlia di Sion. Angeli e Santi, fate che vediamo ogni uomo secondo la verità di Dio. |