Spirito Santo Corsico

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a cura di Mons. Costantino Di Bruno

Domenica 27 febbraio

"della Divina Clemenza"

Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più

(Gv 8,1-11)

L’uomo cattivo con ogni mezzo tenta Gesù perché cada nella sua trappola di male. Lo vuole distruggere e si presenta a Lui con artificio, anche con la richiesta di una corretta, santa, vera interpretazione della Legge di Mosè. Di tutto il male si serve per la rovina del Giusto. Ogni espediente è buono per poter accusare Gesù e toglierlo di mezzo legalmente, senza alcun evidente sopruso.

Dio non aveva parlato solo per mezzo di Mosè. Dopo Mosè aveva parlato con Samuele, Natan, Elia, Eliseo, Amos, Isaia, Osea, Geremia, Baruch, Daniele e molti altri. Per alcune questioni morali aveva parlato in modo del tutto speciale con Ezechiele, il profeta della conversione e del cuore nuovo, il profeta che ha dato una profonda svolta alla mentalità religiosa dei suoi contemporanei.

Per questi uomini esisteva solo Mosè. Ezechiele aveva già risolto la loro questione. Ma come appellarsi ad Ezechiele, se loro credevano, stoltamente, solo in Mosè? Da qui la somma prudenza di Gesù che si astiene da ogni risposta. Non può rispondere per la lapidazione della donna perché questa non era la volontà del Padre suo. Lui non vuole la morte del peccatore ma che si converta e viva. Non può neanche assolvere la donna perché sarebbe stato accusato di insegnare contro la Legge e sarebbe stato lapidato Lui all’istante, tanto il clima era surriscaldato. Per questo occorre che la sapienza dello Spirito Santo venga in suo aiuto e lo avvolga compenetrandolo come l’aria avvolge e compenetra i corpi, riempiendo di sé ogni più piccolo spazio vuoto.

Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Oggi assistiamo ad un mondo che va alla deriva. Da un lato ci sono i lapidatori senza pietà, senza scrupoli, che vogliono in nome del Vangelo la morte del peccatore, la sua condanna, l’espulsione, l’eliminazione fisica, la vendetta ad oltranza, la faida distruttrice. Dall’altro assistiamo ad un esercito di assolutori che dichiarano non peccato anche i più grandi misfatti, le oscenità più disumane, l’immoralità più degradante. Per costoro nulla è più male, nulla peccato, nulla trasgressione della Legge di Dio, nulla che sia contro il Vangelo. Oggi anche l’adulterio si dichiara legge divina, evangelica, ecclesiale, legge attuale di Dio.

La Chiesa è come Gesù Signore. Non può né assolvere e né condannare. Non può neanche gridare la verità. Subito viene accusata di essere ancorata ad un oscuro medioevo che ha già fatto il suo tempo. Oggi alla Chiesa occorre tutta la sapienza dello Spirito Santo per poter parlare ad un uomo sordo, cieco, cattivo, capace di tanto male, di tanto disastro morale e spirituale, che però lui chiama un grande bene.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Madre della Sapienza, rendici saggi, accorti, prudenti. Angeli e Santi di Dio, otteneteci il dono di saper parlare al mondo come Gesù.