Spirito Santo Corsico

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a cura di Mons. Costantino Di Bruno

Domenica 20 febbraio

VII domenica dopo l'Epifania

Credete che io possa fare questo?

(Mt 9,27-35)

La verità di una persona crea e genera la sua fama nel mondo, in mezzo agli uomini. Qual è la verità di Gesù? Dire e fare in Lui sono una cosa sola. Ciò che dice avviene, ciò che vuole si realizza. Gesù ha una parola di onnipotenza creatrice sempre. Nulla gli è impossibile. Nessuna malattia è impossibile da guarire e nessuno spirito impuro è così forte, ostinato, ribelle da non lasciare la sua preda all’istante del comando ricevuto. La verità di Gesù è di onnipotenza creatrice, di carità operatrice sempre, di compassione che sa intervenire per curare le ferite della nostra umanità.

Ogni discepolo di Gesù è stato reso partecipe di questa sua verità. È giusto allora ed è santo che anche in loro si crei questa fama. Anche loro devono manifestare, rivelare al mondo una parola che è capace di creare nuova storia, nuova vita, nuove relazioni, nuova carità, nuovo sostegno, nuova amicizia, nuova verità. Questo non potrà mai avvenire se prima di ogni altra cosa non si crei una sola vita con Cristo Gesù. Infatti come Cristo Signore partecipava dell’onnipotenza creatrice del Padre perché con il Padre era una cosa sola: una sola santità, una sola verità, un solo amore, una sola volontà, un solo dono, un solo cuore, una sola vita, così deve essere tra Cristo e ogni suo discepolo. Questi deve essere la vita di Gesù nel mondo allo stesso modo che Gesù era la vita del Padre in mezzo a noi.

Questo può avvenire solo nella santità. Ma cosa è esattamente la santità cristiana? Essa è la conformazione della nostra vita a quella di Gesù Signore. È pensare con i suoi pensieri, amare con il suo cuore, volere con la sua volontà, obbedire con la sua fermezza e fortezza di Spirito Santo, superare ogni tentazione con la luce della sua divina sapienza ed intelligenza con la quale conosce tutta la volontà del Padre suo. Nella santità tutto ciò che è di Cristo Gesù diviene del cristiano ed anche la sua onnipotenza trasformatrice e rinnovatrice e la sua carità che pervade e attrae, conquista e converte, santifica ed eleva, cambia i cuori e li consegna a Dio.

Mentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!». Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione. Usciti costoro, gli presentarono un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni». Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità.

I farisei, dalla mente di peccato e dal cuore di menzogna, dai sentimenti di falsità e dalla volontà di cattiveria, sono nella grande confusione. La loro malvagità ha tanto desiderio di distruggere Cristo Gesù da far loro commettere il grave peccato contro lo Spirito Santo, dal momento che attribuiscono le opere divine di Cristo ad un’alleanza con il diavolo. La liberazione dal male, dal peccato, dalle tenebre mai potrà essere frutto del diavolo. Il diavolo è tenebra e la tenebra non può produrre alcuna luce. Le tenebre che riempiono il loro cuore fanno dire ai farisei cose di una cattiveria inaudita. Per questo Gesù li chiama guide cieche. Da ministri della luce si sono trasformati in servi e prigionieri delle tenebre.

Vergine Maria, Madre della Redenzione, Vergine della Luce, facci veri in Cristo Gesù. Angeli e Santi di Dio, non permettete che diveniamo strumenti di tenebre e di peccato.