Noi non siamo i testimoni di Dio, come Gesù. Lui è l’inviato del Padre. Noi siamo gli inviati di Cristo Signore. Siamo i suoi testimoni. Siamo da Lui mandati nel mondo allo stesso modo che il Padre ha mandato Lui. Il punto di riferimento di Gesù era sempre il Padre. Il nostro punto di riferimento deve essere sempre Cristo Signore. Il cristiano deve mostrare Cristo attraverso la sua vita allo stesso modo che Gesù mostrava il Padre. Chi vedeva Gesù vedeva il Padre. Chi vede il cristiano deve vedere Cristo, senza alcuna differenza. Per questo urge la nostra più perfetta conformazione a Lui nella vita, nelle opere, nei pensieri, delle azioni, nei desideri, nello spirito, nel cuore, nella volontà, nell’anima. Noi non siamo gli assertori di verità eterne e incancellabili, di principi validi per tutto il genere umano e neanche i difensori della legge naturale. Noi siamo i testimoni di Gesù Signore, anzi siamo la sua stessa presenza in mezzo agli uomini. Noi difendiamo l’uomo, mostrando la verità dell’uomo e questa verità è uno solo: Cristo Signore. Se il cristiano non mostra Cristo fallisce nella sua missione. Non è luce del mondo. Non è sale della terra. Non è via né di conversione e né di redenzione. La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati». Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo». Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!». Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. La potenza missionaria, evangelizzatrice, elevatrice e redentrice di tutto il genere umano è il perdono. Cristo Gesù è venuto per realizzare il perdono del Padre, facendolo divenire nostra nuova storia. Il cristiano deve andare nel mondo realizzando, donando, costruendo il perdono di Cristo Gesù, anzi offrendo la sua vita perché il mondo si riconcili con Dio e ogni uomo con il suo fratello. Il cristiano deve essere ministro e maestro del perdono. Deve dare il perdono sempre, deve impetrarlo da Dio, deve insegnare agli uomini come si perdona sempre, allo stesso modo di Gesù Signore. L’apostolo deve dare il perdono anche sacramentalmente. È dal perdono che nasce la nuova umanità e dove il perdono non è dato, si è ancora assai indietro nella costruzione della vera umanità. È il cristiano il solo costruttore della verità umanità sulla nostra terra, perché solo lui è ministro, maestro, cultore del perdono di Cristo Gesù. Vergine Maria, Madre della Redenzione, insegnaci ad essere veri testimoni di Gesù Signore. Angeli e Santi di Dio, fateci veri ministri e maestri di riconciliazione e di pace. |