Gesù è vero uomo e vero Dio. Come vero uomo è chiamato ad obbedire alla Legge del Padre. È chiamato a fare la divina volontà, ad osservare i suoi comandamenti, a vivere la sua missione secondo le disposizioni del Padre. Niente potrà mettere di suo. Nessun’altra creatura dovrà governarlo, né visibile e né invisibile, né del cielo e né della terra e neanche degli abissi infernali. Il diavolo vuole divenire signore di Cristo Gesù, suo padrone. Gli si accosta e gli prospetta tre modi di essere messia del Signore: trasformando le pietre in pane, gettandosi dal pinnacolo del tempio, prostrandosi e adorando lo spirito del male, cambiando così Padre e Dio. Con la luce dello Spirito Santo che è sempre sopra di Lui, Gesù vede la tentazione, sempre con la sua forza la respinge, opponendo al diavolo un netto rifiuto con volontà determinata, decisa, risoluta. Gesù insegna così ad ogni uomo che vi è un solo modo per vincere la tentazione: tagliare corto con il diavolo, non entrare mai in dialogo, non attardarsi in discussione con lui. Con il diavolo non si discute, non si ragiona, non si dialoga. Si ascolta la tentazione e in un attimo la si rifiuta con un no secco, adducendo con una sola frase le ragioni per cui gli si deve dire no. Lui deve sapere che la nostra fede è ben radicata nella Parola di Dio e la divina verità è saldamente ancorata nel nostro cuore. Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra». Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo». Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto». Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano. Il pane è un dono che il Padre fa a tutti coloro che cercano il suo regno e la sua giustizia. Cristo Gesù non è stato mandato sulla terra a trasformare le pietre in pane. Questo potere non gli è stato conferito dal Padre. Lui non può prendersi ciò che il Padre non gli ha dato. L’obbedienza di Gesù deve essere perfetta anche nell’esercizio dei suoi poteri divini. Questi non possono essere esercitati in autonomia, ma sempre secondo la perfetta conoscenza della volontà del Signore. Il Signore protegge chi si affida a Lui. Mai potrà proteggere chi lo tenta, lo sfida. Questo il diavolo lo sa e per questo tenta Cristo Signore per farlo sfracellare, cadendo dal pinnacolo del tempio. Sa anche il diavolo che solo Dio è il Signore di ogni cuore e che solo Lui si deve adorare. Cosa è la vera adorazione? È l’obbedienza ad ogni suo comando, volontà, desiderio, ordine, disposizione, comando, legge, prescrizione, statuto. Chi si sottrae all’obbedienza a Dio, non governa il mondo, ne diviene schiavo. Il governo del mondo appartiene solo al Signore. Ad ogni uomo spetta servire il mondo e lo si serve portando in esso la carità divina e la sua eterna compassione e misericordia per la creazione di una giustizia perfetta secondo la verità rivelata. Vergine Maria, Madre della Redenzione, aiutaci affinché non cadiamo in tentazione. Angeli e Santi di Dio, venite in nostro soccorso nell’ora della tentazione e della prova. |