Spirito Santo Corsico

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4 / 16 febbraio 1992
GRUPPO CARITAS
 

Il gruppo Caritas, nato nel 1989, raduna persone impegnate socialmente in diversi ambiti (Movimento terza età, Prevenzione tossicodipendenze, insegnanti, Anno volontariato sociale, giovani dell’Oratorio).

Il gruppo, che ha cominciato ad incontrarsi per comprendere cosa fosse la Caritas e per confrontarsi rispetto a quale particolare fisionomia potesse assumere nella nostra parrocchia, ha riscontrato, fin da subito, l’assenza di gruppi caritativi in grado di dare risposta ai molteplici bisogni concreti ed urgenti delle famiglie del quartiere.

La Caritas, nella nostra realtà, non poteva quindi avere la “classica” funzione di coordinamento di gruppi caritativi. Ci si chiedeva, quindi, quali potevano essere i suoi contenuti e si valutava l’ipotesi di una sua trasformazione in gruppo di volontari.

L’intervento, nel marzo 1990, di don Angelo Bazzari, inserito nella Giornata Caritas Parrocchiale, è stato importante perchè ha chiarito che gli obiettivi primari di un gruppo Caritas, in una particolare realtà come la nostra, dovevano essere di carattere educativo e culturale e rivolti all’intera comunità, affinchè questa comprendesse che vivere la carità, testimoniarla e proporla è il fine e l’essenza dell’esperienza cristiana.

Le osservazioni ed i suggerimenti di don Angelo, ripresi in una serie di incontri di riflessione e verifica, si sono tradotti operativamente nella decisione di elaborare una mappa delle priorità dei bisogni del nostro quartiere, al fine di avere un quadro della realtà globale che andasse oltre le conoscenze personali e le segnalazioni che man mano ci pervenivano.

La mappatura non è però mai stata ultimata a causa di diverse difficoltà incontrate dai membri del gruppo nel reperimento dei dati.

Questo è stato forse uno dei primi segni di stanchezza del gruppo che non è riuscito a tradurre “operativamente” le decisioni prese. Probabilmente perchè il gruppo stesso non era pienamente consapevole della strada che si stava percorrendo e degli obiettivi che si volevano perseguire. Inoltre, la poca chiarezza, che talvolta si riscontrava negli incontri sui problemi più diversi, rendeva sempre più difficili le comunicazioni all’interno del gruppo, contribuendo a far calare sia l’entusiasmo che la stessa partecipazione dei componenti.

Ci si chiede a questo punto in che modo il gruppo possa recuperare nuove motivazioni ed energie per un lavoro più cosciente e responsabile.