Spirito Santo Corsico

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14 / 16 febbraio 1992

GRUPPO ADOLESCENTI

 

Il gruppo Spinnaker è composto da una trentina di ragazzi e ragazze di età compresa tra i quattordici e i sedici anni ed è al suo interno particolarmente eterogeneo.

 Precedenti esperienze in Oratorito:

 ·        i ragazzi di prima superiore provengono dalla catechesi delle medie;

 ·        i ragazzi di seconda superiore provengono da una prima esperienza iniziata l’anno scorso e maturata in un gruppo di prevalenza maschile;

 ·        i ragazzi di terza superiore provengono dalla catechesi per adolescenti.

 La maggioranza sta proseguendo gli studi secondari superiori e alcuni già lavorano.

 Anche le caratteristiche sociali e culturali dei ragazzi e delle loro famiglie contribuiscono a diversificare le esperienze di ciascuno di loro. Queste diversità, unite all’elevato numero di adolescenti, hanno reso evidente, fin dall’inizio, che non si poteva svolgere un tipo di catechesi “tradizionale” che si basasse su una almeno iniziale esperienza di vita cristiana. Nell’individuare le tematiche da sviscerare nei nostri incontri abbiamo così voluto tener conto di questa realtà di partenza e delle esigenze spontaneamente espresse dai ragazzi, conciliandole con obiettivi imprescindibili al fine di una educazione cristiana.

 Siamo dunque partiti da un discorso riguardante la paura nelle sue varie manifestazioni ed ambiti, (dal quartiere con tutte le sue problematiche, ai rapporti intersoggettivi, alle paure di ciascuno di noi), cercando di scoprire quali sono i punti di riferimento, i mezzi e le risorse che possiamo trovare per vincerla. Abbiamo focalizzato, (o forse solo sfiorato), la dimensione della santità, (nella figura di Pier Giorgio Frassati), e quella del volontariato.

 Si è cercato anche di valorizzare il luogo dei nostri incontri, l’Oratorio, e di sviluppare, perlomeno, un senso di condivisione di alcune esperienze (cene, feste, giochi e spettacoli).

 Nella fase attuale vorremmo riuscire a suscitare il desiderio e la responsabilità di una conoscenza sempre più profonda della persona di Gesù con una sequela capace di gesti concreti, in primis la partecipazione di tutti i ragazzi, (per chi lo fa già, il farlo con una consapevolezza sempre maggiore), all’Eucaristia e alla Riconciliazione.

 Queste le intenzioni, ma il loro attuarsi è stato ed è tutt’altro che scontato e consequenziale.

 Le principali difficoltà si sono verificate da subito ed hanno riguardato le premesse di qualsiasi discorso: la capacità di ascolto (educatrici e compagni) e quindi di riuscire a dialogare insieme. Altro limite è la poca coesione all’interno del gruppo, per cui ciascuno fa un po’ per conto proprio, vivendo rapporti di amicizia o superficiali o esclusivi.

 Il sostegno delle famiglie è inesistente, così com’è inesistente una figura maschile di educatore a cui gli adolescenti possano riferirsi.

 Incidere, far breccia con una proposta ed una esperienza di vita cristiana, a volte, sembra proprio molto difficile. Si ha l’impressione di dover sempre ricominciare da zero, e di essere forse anche poco credibili. Nonostante tutto, la presenza agli incontri si è sempre mantenuta su buoni livelli e si è forse concretizzato il valore di un maggior rispetto verso chi parla.