-Parrocchia Spirito Santo Corsico-
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CARO DIARIO….. Era il dicembre del 1978 quando io, Guido, e la mia famiglia ci trasferimmo dalla via 2 giugno alla via Vittorio Veneto. Ero sposato da appena due anni e Felicita, mia moglie, aveva dato alla luce da un anno Alessandro, nostro figlio. Durante i primi mesi di abitazione nella nuova casa, il mio appuntamento per la Santa Messa festiva era nella centralissima Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo che era già stata la mia parrocchia dal 1968, anno in cui mi ero trasferito a Corsico da Milano, al 1976, anno del mio matrimonio. Ricordo ancora quella mattina di una domenica invernale quando, uscito da casa, mi dirigevo a piedi verso la via 25 aprile dove abitava mia madre. All’improvviso fui affiancato da un automobile ed il conducente mi offrì gentilmente un passaggio verso il centro del paese. Quella persona era il Rosano che non conoscevo, ma che doveva diventare ben presto uno dei miei migliori amici o, “fratello maggiore”, come a me piace definirlo. La piazza Europa aveva già preso forma e si parlava sempre più frequentemente della costruzione della nuova Chiesa. Venni a sapere che già da tempo veniva celebrata una Santa Messa festiva in un saloncino sito al piano terra nella via Dei Navigli. E fu così che decisi di cambiare le mie precedenti abitudini domenicali. In questo modo ebbi la possibilità di conoscere Don Agostino che, ogni domenica, rinnovava la sua precisa chiamata alla ricerca di persone disponibili a ricoprire il ruolo di catechista. Il nuovo anno scolastico era infatti alle porte. Al secondo appello, forte della mia precedente esperienza di catechista durante gli anni che videro Don Michele Mauri all’Oratorio San Luigi, mi feci avanti e diedi il mio nome a Don Agostino che mi ringraziò con il suo largo e luminoso sorriso pieno di gioia. E fu così che mi ritrovai in quello stesso saloncino con una classe di catechismo di quindici bambini che frequentavano la terza elementare. Bisognava quindi prepararli a ricevere la prima Santa Comunione della loro vita. Di questa esperienza, che durò per sei anni, conservo ancora oggi un prezioso e vivo ricordo. Quello che non potrò certo dimenticare è la forza e l’entusiasmo che quei bambini riuscivano sempre a trasmettermi. La nuova Chiesa nel frattempo prendeva forma e ben presto si arrivò a vedere la posa del tetto. Don Agostino seguiva con passione i lavori in corso, nonostante fosse già stato intaccato da un male incurabile. Ricordo ancora la prima Santa Messa di Natale celebrata nella nuova Chiesa che era praticamente un cantiere e, qualche mese dopo, la famosa Santa Messa trasmessa in diretta dalla Rai. Una delle tante cose alle quali Don Agostino teneva molto era la raccolta della carta. Io avevo già da tempo notato che spesso si vedeva un furgone bianco che girava le strade del nostro quartiere. In seguito ero venuto a conoscenza che nel cortile della cascina La Guardia c’era parcheggiato un container dedicato allo scopo. La cosa era possibile grazie alla gentile accoglienza accordata alla Parrocchia dai fratelli Cossa, i gestori della cascina. Una raccolta della carta veniva effettuata due volte al mese dai giovani che si erano divisi in due gruppi per poter passare in tutte le case della parrocchia almeno una volta al mese. Inutile dire che ben presto io e la mia famiglia diventammo sostenitori del gruppo giovani dando il nostro contributo nel restare in cascina, accanto al container, durante tutto il tempo della raccolta. L’importante era far sì che nel container entrasse solo ed esclusivamente carta o cartone e non plastica, vetro, ferro, polistirolo ecc. La pena prevista era quella di un inevitabile deprezzamento del “prezioso” carico. I lavori di costruzione della nuova Chiesa procedevano ma, purtroppo, Don Agostino non riuscì ad abitare quella “casa” tanto sognata e desiderata. Era infatti tornato alla Casa del Padre. Dopo un periodo di interregno, nel quale le varie celebrazioni liturgiche vennero celebrate da Padre Marcello e Monsignor Arosio, arrivò il nuovo Parroco Don Luigi che era accompagnato dal vecchio padre Celestino. Celestino divenne ben presto un valido punto di riferimento per tutti noi. Era sempre in casa e soprattutto era sempre pronto ad accogliere con il suo caloroso sorriso tutti gli addetti alle varie attività parrocchiali che necessitavano di qualche cosa (le varie chiavi) o di qualche informazione (hai visto Tizio?). Io continuai la mia esperienza di catechista per la preparazione di un nuovo gruppo di bambini alla Prima Comunione ed alla Cresima. Fui inoltre nominato membro del primo Consiglio Pastorale Parrocchiale. La raccolta della carta continuava freneticamente sempre sponsorizzata non solo dal Don Luigi ma anche dal Celestino che aveva accumulato nella sua vita una grande esperienza al riguardo. Personalmente ebbi modo di fare una singolare esperienza di valori umani nel giro di raccolta del sabato mattina. Fortunatamente il Rosano non mi lasciava mai andare da solo ma mi aspettava sempre puntuale come un orologio davanti al portone di casa sua. Tutti avevano carta o cartone da portar via ed alcuni arrivavano a telefonarmi a casa in settimana per essere sicuri del mio passaggio. Fu sicuramente una preziosa occasione per stringere nuove amicizie e venire a conoscenza di tanti bisogni umani nascosti. Ricordo in particolare l’accuratezza nel preparare il carico di carta di alcune persone che arrivavano a spaccare gli scatoloni di cartone o a stivare riviste e giornali negli scatoloni delle banane che, nell’attesa del sabato, venivano tenuti anche sotto il letto. Ci eravamo specializzati anche nello svuotare le cantine. In questa specialità trovai sempre dei validi volontari. E’ doveroso ricordare l’instancabile Marino, Daniele, Roberto e Robertino. Per quanto riguarda i lavori svolti dal trio Mario, Ercole e Aldo e dal gruppo dei tecnici della Parrocchia bisognerebbe scrivere un intero capitolo per tentare di raccontarli tutti. Praticamente si stava pian piano formando una grande famiglia dove ciascuno metteva in comune i propri talenti per le varie necessità di questa grande Casa che è la Parrocchia. Elencare tutte le persone coinvolte è praticamente impossibile, soprattutto perchè c’è sempre il rischio di dimenticare qualcuno. Mi sembra doveroso, a questo punto, ricordare coloro che, nel frattempo, hanno già fatto ritorno alla casa del Padre. E non sono pochi. Quando ormai mi ero completamente “sintonizzato” ed inevitabilmente affezionato a Don Luigi (e a suo padre) venni messo a conoscenza, direttamente dall’interessato, del suo trasferimento alla Parrocchia di Cinisello. Inutile dire che questa notizia fu per me inaspettata e mi diede un grosso dispiacere. Al suo posto arrivò Don Franco che continuò ad essere affiancato da Suor Piera che aveva già da tempo fatto il suo ingresso in Parrocchia. In tutti questi anni anche numerosi giovani seminaristi si susseguirono nella nostra Parrocchia soprattutto come coadiutori, coinvolti nelle varie attività oratoriane. Da quasi due anni abbiamo con noi Don Michele, che ha sostituito Don Franco, e Suor Maria, che ha sostituito Suor Piera. La Parrocchia Spirito Santo ha già così accumulato una sua piccola storia nei suoi archivi. I “miei” bambini del catechismo sono ormai cresciuti e sono diventati uomini e donne che mi fanno sicuramente sperare in un futuro, fatto sì di gioie e dolori, ma sereno e sicuro. La Parrocchia non si ferma ma sicuramente continuerà a crescere e maturare. “Chi vivrà vedrà”. |
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