Spirito Santo Corsico

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Un'amica racconta la sua vita

Il prossimo 11 luglio si celebrerà la professione Perpetua per l’ordine benedettino di Roberto Loi, giovane (….una volta) della nostra comunità parrocchiale. Roberto nasce a Milano il 01.02.1974 da mamma Lucia, casalinga, e papà Eraldo, ausiliario in Sacra Famiglia a Cesano Boscone.  Da piccolo si dimostra molto vivace, tanto che la sua energia gli fa passare qualche disavventure: fingendosi Superman, cade dalla soffitta della casa in Sardegna (paese originario sella famiglia) e si frantuma alcune ossa; in un’altra occasione sempre in Sardegna scivola dal tetto tagliandosi la nuca  …. “ma che bel bambinooooooooo, mamma Lucia!” Nel 1982 la famiglia si trasferisce in P.zza Europa. Il giovane Loi partecipa ai gruppi di preparazione ai sacramenti, ma per il resto sembra “allergico” alla vita dell’oratorio (citazione di fonte sicura). Agli inizi del 1990 il fatto che probabilmente cambia il corso della sua vita: insieme alla sorella viene investito da un camion. Dopo 10 giorni di coma e 2 mesi di ospedale Roberto torna a  casa. Durante la convalescenza alcuni ragazzi dell’oratorio, tra cui il mitico Fiorino, vanno regolarmente a trovarlo e diventano amici. Grazie a questa amicizia Roberto, ormai 17enne, ritorna a frequentare l’oratorio e la S. Messa. Il gruppo di amici si consolida e organizza anche qualche vacanza insieme: il Gardeccia, , la Toscana, la Sardegna … In università, Scienze Politiche alla Statale, un altro incontro: entra infatti in contatto con la realtà di Comunione e Liberazione. Grazie all’amicizia instaurata con alcune persone in questi ambiti, inizia un reale cammino di fede fino alla decisione di partecipare agli incontri decanali del Gruppo Samuele “per capire ed ascoltare la propria vocazione”. In uno di questi riesce a parlare direttamente con il cardinale Martini. La Messa diventa un incontro abituale e “piacevole” con Gesù. Ma se tutti questi incontri sono stati importanti, tra tutti uno è significativo per la specifica scelta vocazionale di Roberto ed è quello con i frati benedettini della “Cascinazza” ed in particolare con Padre Gerolamo.

Qui viene indirizzato verso la comunità di Vertemate, che inizia a frequentare con una certa assiduità e dal maggio 2000 ne entra a far parte. La comunità si è da poco trasferita a Dumenza e si occupa prevalentemente di restauro libri antichi, in collaborazione con la Biblioteca Ambrosiana e della realizzazione di splendide icone. Inoltre possiede una piccola foresteria che le permette di accogliere persone che vogliono trascorrere qualche giorno di riflessione. L’inizio è duro soprattutto per la famiglia – vedersi è quasi proibito, almeno per i primi 2 anni, e anche le telefonate sono limitate, questo perché la comunità consiglia che all’inizio il distacco dalla famiglia sia quasi netto. Nell’ottobre di quell’anno porta comunque a termine la laurea in Scienze Politiche. Nel maggio del 2003 fa la sua Professione Semplice, primo passo importante nel cammino di un monaco benedettino. Da allora ad oggi ha proseguito negli studi teologici – a breve conseguirà la laurea in Scienze Religiose - e nel suo cammino di totale fedeltà a Dio seguendo la regola di vita monastica – Ora et Labora. L’11 luglio Roberto farà la sua Professione Perpetua nelle mani di S.E. Card. Dionigi Tettamanzi. Noi che abbiamo avuto la fortuna di condividere con lui molti anni di questa storia, vorremmo ringraziarlo per la sua amicizia, per la testimonianza che dà a tutti di amore a Gesù e fargli i migliori auguri riportando le parole pronunciate da Benedetto XVI sulla figura di S. Benedetto da Norcia:  “Paolo VI, proclamando san Benedetto Patrono d’Europa, intese riconoscere l’opera meravigliosa svolta dal Santo mediante la Regola per la formazione della civiltà e della cultura europea. Oggi l’Europa – uscita appena da un secolo profondamente  ferito da due guerre mondiali e dopo il crollo delle grandi ideologie rivelatesi come tragiche utopie – è alla ricerca della propria identità. Per creare un’unità nuova e duratura, sono certo importanti gli strumenti politici, economici e giuridici, ma occorre anche suscitare un rinnovamento etico e spirituale che attinga alle radici cristiane del Continente, altrimenti non si può ricostruire l’Europa. Senza questa linfa vitale, l’uomo resta esposto al pericolo di soccombere all’antica tentazione di volersi redimere da sé – utopia che, in modi diversi, nell’Europa del Novecento ha causato, come ha rilevato il Papa Giovanni Paolo II, "un regresso senza precedenti nella tormentata storia dell’umanità" (Insegnamenti, XIII/1, 1990, p. 58). Cercando il vero progresso, ascoltiamo anche oggi la Regola di san Benedetto come una luce per il nostro cammino. Il grande monaco rimane un vero maestro alla cui scuola possiamo imparare l’arte di vivere l’umanesimo vero.”           Cinzia