Spirito Santo Corsico

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Matteo 4,1-11

·      Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo.

La tentazione è prova. Il primo luogo fu il giardino.  Dopo il giardino è il deserto: la terra. Cristo è nel deserto in duplice senso: in quanto figlio di Dio (come Israele), in quanto vero uomo deve essere sottoposto alla prova.

L’uomo è posto da Dio sulla terra per essere provato. Ogni luogo ed ogni tempo, ogni situazione sono “IL LUOGO E L’ORA” DELLA PROVA.

DALLO SPIRITO: è volontà di Dio che l’uomo sia provato nella sua fedeltà a lui (non solamente invidia di satana per la rovina dell’uomo).

·      E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.

La fame indica tutto ciò che è vita del corpo nel tempo. La Provvidenza mantiene l’uomo; la tentazione vuole che l’uomo badi a se stesso ed usi i suoi poteri per sottrarsi alla volontà di Dio.

·      Il tentatore allora gli si accostò e gli disse:

Il tentatore sfrutta questo momento particolare che è la vita e la storia terrena dell’uomo per indurlo all’emancipazione e a pensarsi una vita senza Dio. (Potrebbe essere questa anche la tentazione dei poveri, generatrice di molti altri peccati di violenza....).

·      Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane.

Gesù è invitato a presentarsi sulla scena del mondo come messia risolutore della questione “del corpo” dell’uomo nel tempo per il suo sostentamento. (E’ la tentazione molto potente e forte contro la Chiesa specie oggi e in certi luoghi).

·      Ma egli rispose: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

Gesù vince il tentatore, ricordando le parole della Scrittura: Il vero nutrimento per l’uomo è la Parola del Signore. Il pane da solo non è sufficiente, non basta. (E’ questa verità perenne che deve accompagnare l’annunzio della Chiesa, deve anche determinare la sua missione).

·      Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio e gli disse: Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto:

Il Tentatore questa volta fa appello allo spirito di grandezza sempre latente nell’uomo, pronto all’occorrenza a mostrare la propria potenza, le sue capacità (Io sono).

·      Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede.

Il passo della Scrittura è per coloro che non sono e sono solo in Dio. A quanti si affidano a Lui, Dio concede grazia, benevolenza, protezione. (Io non sono se non in Dio, per essere in Dio bisogna non essere per se stessi ed essere solo servi degli altri in Dio).

·      Gesù gli rispose: Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo.

Tentare Dio è usarlo ai propri fini e secondo la propria volontà. E’ manifestare a Dio il proprio essere e la propria volontà e pretendere che egli si ponga a nostro servizio. (E’ l’essere dell’uomo a servizio di Dio, non Dio a servizio della stoltezza dell’uomo).

·      Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai.

La superbia avvolge l’uomo da ogni parte, sia nei confronti di Dio (Io sono), sia nei confronti dell’uomo (Io posso). Satana ( = non possono e non sono), mentendo all’uomo, vuole trascinarlo nella stoltezza, perché attraverso una promessa effimera di potenza terrena, abbandoni Dio (la verità) e si ponga a servizio di se stesso (la falsità).

·      Ma Gesù gli rispose: Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e ai lui solo rendi culto.

La risposta è senza tentennamenti. L’uomo è e può solamente se rimane ancorato in Dio e nel compimento della sua volontà: è questa l’adorazione che è dovuta solo a Dio.

·      Allora il diavolo lo lasciò ed ecco angeli gli si accostarono e lo servivano.

Vinta la tentazione (non durante o prima di essa) l’uomo sperimenta Dio e il suo aiuto, la sua Provvidenza ed il suo amore.

 

OSSERVAZIONI TEOLOGICHE-PASTORALI

La tentazione è volontà contraria a Dio perché l’uomo si allontani dal suo mistero di uomo e dalla sua missione (quella che il Signore gli ha affidato, creandolo).

Gesù è il messia di Dio ed è vero uomo. Le tentazioni hanno questa duplice intenzionalità:

FARE DEL FIGLIO DI DIO UN FIGLIO DELL’UOMO SOLAMENTE, sganciandolo dal suo mistero creaturale (come era avvenuto per Adamo ed Eva).

FARE DEL MESSIA DI DIO UN MESSIA DELL’UOMO, per le cose della terra e di questo mondo, alla maniera umana (solo corpo, con autonomia quanto all’esercizio della sua volontà e dei suoi poteri).

Pastoralmente è da insistere perché si comprenda bene il significato e l’intenzionalità della tentazione: essa è per la distruzione dell’uomo, in quanto creatura fatta ad immagine di Dio, in quanto persona posta da Dio nel mondo per collaborare alla salvezza dei fratelli secondo una sua specifica missione da esercitare sempre e comunque secondo la legge dell’obbedienza al Signore e dell’osservanza dello statuto della più stretta fedeltà: che è il rimanere dell’uomo perennemente nei margini voluti, definiti, stabiliti da Dio.