Marco 1,9-11
In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. · Il testo è assai scarno. Dice il fatto in modo assai semplice. Anche Gesù si fece battezzare da Giovanni. Poiché il battesimo era la pubblica manifestazione dell’accoglienza della volontà di Dio da parte della persona, possiamo affermare che Gesù, il quale non aveva nulla da lasciarsi perdonare dal Padre, in quanto santissimo e perfettissimo anche nella sua natura umana, ha voluto ricevere il battesimo per confermare al Padre pubblicamente la sua volontà umana disposta ed intenzionata ad accogliere la missione affidatagli per la redenzione del mondo. E, uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. · E’ la consacrazione messianica. Manifestato il suo sì umano al Padre, Questi pubblicamente lo consacra Messia inviando su di Lui lo Spirito Santo. Si compie così la profezia. Il Messia venturo sarebbe stato tutto inabitato dallo Spirito del Signore Dio. E si senti una voce dal cielo: “Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto”. · Lo Spirito lo consacra; il Padre lo dichiara suo Figlio, il Figlio suo prediletto, nel quale egli si compiace. Oltre alla rivelazione del mistero della Santissima Trinità, alle acque del Giordano viene dichiarato che il Padre si compiace in Cristo Gesù. Poiché la compiacenza di Dio è solo di ordine morale, di santità, dobbiamo e possiamo concludere che il sì di Cristo al Padre suo è stato e sarà pieno, sino alla fine, anche quando questo sì dovrà passare per la passione e la morte ignominiosa della croce. Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano. · E’ la prima azione pubblica dello Spirito che sospinge Gesù nel deserto. Il deserto è il luogo della prova; lì la fede è sottoposta alla tentazione. Ne esce vivo solo chi l’avrà conservata viva. Il deserto è la vita dell’uomo, i quaranta giorni sono la sua durata. Gesù viene sospinto dallo Spirito nel deserto della sua vita messianica. E’ un luogo impervio, duro, di solitudine umana, ma di tanto conforto da parte del cielo. |