Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. 10Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. 11Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
12Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. 13Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. 14Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. 15Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi. 16Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. 17Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri. | Gesù dice ai suoi discepoli che Lui li ama con la stessa verità e carità con le quali il Padre ha amato Lui. “Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi. Rimanete nel mio amore”. Il Padre ha amato Gesù generandolo nella sua Persona divina nell’eternità. Lo ha amato donandogli la sua stessa vita. La generazione del Verbo è eterna. È senza prima e senza dopo. È nell’oggi dell’eternità senza tempo. È nel tempo che c’è il prima e il dopo. Infatti il tempo viene così definito: “Numerus motus secundum prius et posterius”. Il tempo è il numero dei movimenti secondo un prima e un dopo. Il Verbo è dalla vita del Padre. È Luce da luce. Dio vero da Dio vero. Generato, non creato, della stessa sostanza del Padre. È senza prima e senza dopo nell’eternità. Il prima ed il dopo cominciano dalla sua Incarnazione nel seno purissimo della Vergine Maria. Gesù ama i suoi donando loro la sua stessa vita. Noi siamo dalla vita di Cristo Gesù. Siamo dalla sua vita eterna. Siamo anche dalla sua vita fisica. È la sua vita fisica, offerta per noi dalla Croce, che ci fa vivere, che ci richiama in vita, che ci fa essere viventi. Il dono della sua vita fisica avviene nell’indicibile dolore. Nell’effusione del Sangue. Entrando nell’Incarnazione Gesù si sottopone alla legge dell’umanità colpita a morte dal suo peccato. Nell’attuale creazione c’è un solo modo di donare la vita, un solo modo di far vivere gli altri: togliendoci la vita per darla ai fratelli, oppure privandoci noi di un po’ della nostra vita per far sì che i nostri fratelli abbiano anche loro un po’ di vita. È questa la comunione instaurata da Cristo Gesù: partecipazione e dono della propria vita. L’altro vive attraverso la nostra morte. Moriamo noi per portare in vita i fratelli. Ci priviamo noi per nutrire i fratelli. Ci sacrifichiamo noi per aiutare il sacrificio degli altri, rendendolo meno duro e pesante. L’amore perfetto è nel dono totale della nostra vita per il bene supremo degli altri. È questa la novità assoluta dell’amore con il quale Gesù Signore ci ama. Oggi Gesù i suoi discepoli li eleva da servi ad amici. Con questa elevazione cambia sostanzialmente la relazione. Dalla pura e semplice obbedienza i discepoli vengono portati nella confidenza, nella conoscenza, nella rivelazione del cuore di Cristo Gesù. Per Gesù l’amico è come un altro se stesso, al quale può svelare tutto il suo cuore. Gesù rivela ai suoi amici discepoli tutto il suo mistero nel quale è racchiuso il mistero del Padre e dello Spirito Santo. La conoscenza del cuore non è del servo. Il servo ascolta solo la voce del suo Signore. Il servo non conosce il cuore del suo Padrone. Gesù vuole che i suoi discepoli vivano la stessa relazione che Lui vive con il Padre. Del Padre Gesù è Figlio, è il Figlio Unigenito, ma anche Colui che conosce il cuore del Padre, perché il cuore del Padre è la sua dimora, la sua casa, la sua abitazione eterna. Gesù non solo obbedisce al Padre. Obbedisce e conosce le ragioni eterne di ogni sua obbedienza. Così deve essere per ogni discepolo di Gesù. La sua obbedienza deve essere immediata, istantanea. Per lui la voce ascoltata deve essere voce realizzata. Obbedisce con questa immediatezza perché il Signore gli rivela la sapienza eterna che regna in ogni atto di obbedienza; gli fa conoscere la carità divina che risiede in ogni Parola a lui rivolta. Così l’obbedienza del discepolo di Gesù è vera obbedienza dell’uomo. L’uomo ascolta, comprende, esegue, realizza. L’uomo può volere soltanto ciò che è sapienza per lui. Ciò che non è sapienza per lui non può volerlo. Cristo Gesù, avendo eletto i suoi come amici, fa sì che essi nello Spirito Santo comprendano sempre la sapienza eterna e la divina carità che vi è in ogni sua Parola, nel più piccolo atto di obbedienza che viene loro richiesto. L’amico si confida con l’amico. Si rivela all’amico. L’amico entra nella piena conoscenza del cuore del suo amico. È in questa amicizia con Cristo Gesù la crescita dei suoi discepoli nella conoscenza del suo mistero. Il mistero di Gesù non si conosce per studio, per lavorio della nostra umana intelligenza, per ricerca appassionata, perché ci si immerge nelle Sacre Scritture e negli infiniti libri che di questo mistero parlano. Neanche si comprende perché si armonizzano idee e pensieri presi da questo o da quell’altro testo giacente negli scafali delle nostre grandi e piccole biblioteche. Il mistero di Cristo si conosce per rivelazione, perché solo per rivelazione si può conoscere il cuore di Gesù. Solo chi pone il suo cuore sul cuore di Cristo conosce i battiti del suo mistero. Solo chi entra nel cuore di Gesù e vi fissa la sua dimora potrà sapere chi è veramente Gesù nella sua Persona e nella sua missione. Questo di certo non possono farlo gli estranei. Possono farlo solo gli amici. Se noi vogliamo conoscere Cristo Gesù nella profondità del suo mistero e vogliamo conoscerlo nell’attualità del suo cuore di oggi, anche noi dobbiamo divenire suoi amici. Ma come si diviene veri amici di Cristo Gesù? La via per esserlo è una sola: fare solo e sempre la sua volontà. Vivere di Parola, nella Parola, per la Parola. Vivere di obbedienza al suo Vangelo. È la nostra vita evangelica la condizione per divenire veri amici di Gesù Signore. Vivendo di Vangelo e per il Vangelo noi saremo veri amici di Gesù. Gesù ci eleggerà come suoi amici e ci svelerà il suo cuore. Ci introdurrà nel suo mistero. Ci farà conoscere come è oggi il suo cuore. Ci rivelerà le esigenze del suo cuore nell’attualità del tempo e della storia. L’amico di Gesù è sempre aggiornato sui desideri e sulla volontà di Gesù. |