Spirito Santo Corsico

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Giovanni 15,26-16,4

Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza;

 Gesù dice qui espressamente che verrà il Consolatore, verrà perché lui lo manderà dal Padre. Il Consolatore è detto anche Spirito di verità e che procede dal Padre.

 È Consolatore, è Spirito di Verità, procede dal Padre, viene per rendere testimonianza a Gesù.

 Consolatore, o Avvocato, o Paraclito è colui che è posto a fianco per aiutare, sorreggere, confortare, guidare, sostenere, illuminare.

 Spirito di verità, perché la sua essenza è la verità, la verità dell’essenza divina è la sua carità. Lo Spirito viene perché noi possiamo entrare nella divina verità e qual è la prima divina verità se non quella che il Figlio è dal Padre per generazione e che è stato mandato da lui sulla terra per manifestare agli uomini l’essenza stessa di Dio?

 Questa verità sarà testimoniata dallo Spirito che procede dal Padre. La processione è l’essenza della Persona dello Spirito Santo. Egli è dal Padre e dal Figlio, è dal Padre per il Figlio, attraverso di lui, ma se è dal Padre e dal Figlio, se procede dal loro Amore e dalla loro eterna comunione di vita ed è questo amore e questa eterna comunione di vita, egli è la stessa verità di Dio, la sua stessa essenza comunionale, in quanto Persona.

 Se è Consolatore, se è Spirito di Verità, se procede dal Padre, egli è l’unico che è abilitato a rendere testimonianza a Gesù, a dire esattamente chi egli è, per cosa è venuto sulla terra, chi l’ha mandato e se nella sua missione e nelle sue opere e parole ha fatto tutto esattamente come il Padre gli aveva comandato e gli comandava di volta in volta.

 Conoscendo egli la verità visibile, storica di Gesù, e la verità invisibile, metastorica di Gesù, eterna, egli è l’unico che può dire esattamente se Gesù è rimasto dalla parte della verità, ma ancor prima se Gesù era dalla parte della verità, era la verità stessa di Dio.

 e anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio.

 Ma anche i discepoli devono rendere testimonianza alla verità di Gesù; loro però non conoscono la sua verità eterna, conoscono però la sua verità storica, conoscono quanto egli ha fatto, le parole che egli ha dette, conoscono la sua vita pubblica e privata e quindi possono attestare dinanzi al mondo la sua verità, la verità della sua storia, che rimanda ad una verità metastorica, oltre il tempo e le persone, perché rimanda direttamente a Dio.

 Loro possono essere testimoni precisi, attenti, esatti, perché hanno seguito Gesù fin dal primo giorno della sua vita pubblica; essi conoscono tutto, interamente tutto di Gesù.

 Questa regola vale anche per i discepoli futuri, per coloro che devono rendere testimonianza a Gesù dinanzi al mondo. Se Gesù non è conosciuto da loro, se loro non hanno familiarità con Gesù, se da Gesù sono essi distanti, come possono loro rendere testimonianza ad uno che non conoscono?

 Questo richiede studio, meditazione, frequenza spirituale di Gesù, preghiera, contemplazione, silenzio, confronto, ma anche santità di vita, invocazione allo Spirito perché discenda nel cuore e vi porti Gesù, perché il cuore lo ami ed amandolo lo comprenda e comprendendo lo testimoni, lo annunzi come il vero inviato dal Padre, come colui che solo ha parola di vita eterna, come il salvatore ed il redentore del mondo.

 C’è pertanto una frequentazione di Gesù che anche per i discepoli futuri deve essere fin dal principio, cioè completa esaustiva, piena. Senza questa conoscenza non si può rendere testimonianza e senza testimonianza Gesù non si conoscerà mai in questo mondo.

 Ma la prima testimonianza è il cambiamento della nostra vita, è quella risurrezione operata in noi dallo Spirito di Gesù mandato dopo la sua risurrezione. Chi vuole rendere testimonianza a Gesù deve presentarsi da risorto assieme a lui. Occorre che egli sia con Gesù dal principio alla fine, dal battesimo alla risurrezione, passando per la conoscenza della completezza della Parola e per la conoscenza della potenza delle opere che lui ha fatto e fa per attestare che il Padre lo ha mandato come Redentore, Salvatore e Signore di ogni uomo.

 Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi.

 Lo scandalo è un ostacolo posto sulla via della verità e che potrebbe indurre a tornare indietro dal cammino intrapreso, se lo si accoglie nel proprio cuore o nella propria mente.

 Ciò che sta per subire Gesù da parte del mondo e ciò che subiranno gli stessi discepoli a causa di Gesù, perché hanno creduto nel suo nome e nel suo nome operano, potrebbe creare nei loro cuori una forte sfiducia, un senso greve di timore sì da indurli a ritornare nel mondo, dopo aver abbandonato la causa di Gesù, o semplicemente di stare nel mondo essendo del mondo, pur non rinnegando formalmente Gesù e la sua verità.

 Gesù rivela il suo cuore ai discepoli, rivela la sua vita e la vita dei discepoli perché loro sappiano fin dal primo istante a cosa stanno per andare incontro. Le rivela perché quando queste cose accadranno, sappiano che esse fanno parte del mistero di Gesù e del loro mistero e come tali vanno accolte e vissute e che senza queste cose non esiste né il mistero di Gesù e né il loro.

 Vi scacceranno dalle sinagoghe, an­zi, verrà l'ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio.

 Ai discepoli accadranno le stesse cose che stanno per accadere a Cristo Gesù. Loro saranno scacciati dalle sinagoghe, saranno cioè dichiarati non più appartenenti alla santa assemblea di Dio e per un uomo di mentalità ebraica l’essere scacciato dalla comunità di Dio era riprovazione della sua opera, ma soprattutto era un non volerlo considerare più parte del popolo dell’alleanza, che era poi la sua stessa vita. È come se fosse stato dichiarato morto spiritualmente, socialmente, civilmente.

 La morte potrebbe essere anche reale, fisica; potrebbe esser loro richiesto di abdicare, rinunziare alla propria vita in nome della fede che essi professano in Gesù Signore.

 In nome di Dio si uccide un uomo, in nome di Dio si bandisce un uomo dalla comunità, in nome di Dio lo si dichiara colpevole ed empio. Ma il Dio nel quale si opera tutto questo è il vero Dio, è il Dio Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ha mandato suo Figlio sulla terra, per rivelarci la sua verità, per manifestarci la sua vera natura, per dirci chi veramente egli è, perché dalla sua conoscenza l’uomo entri nella salvezza. Uccidere nel nome del vero Dio il vero Dio è il sommo dell’oscuramento della mente, ma è anche il sommo dell’indurimento del cuore.

 E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me.

 Gesù lo afferma con chiarezza. L’empietà può essere così grande perché essi vivono nell’ignoranza di Dio, perché non hanno conosciuto né il Padre, né colui che il Padre ha mandato.

 Gesù lo ha già detto che di questa non conoscenza di Dio loro sono inescusabili, avrebbero potuto conoscere il vero Dio attraverso le parole di Gesù; se le parole non fossero state sufficienti ad aprire il loro cuore e la loro mente, seguivano le opere, le quali attestavano con sicurezza che Gesù veniva dal vero Dio e che il vero Dio lo aveva accreditato con parole ed opere, con i segni che egli faceva.

 Ma io vi ho detto que­ste cose perché, quando giungerà la loro ora, ricordiate che ve ne ho parlato.

 Tutto quanto Gesù sta dicendo, lo sta dicendo come una profezia, sicuramente avverrà. Quando avverrà essi dovranno ricordarsi che Gesù lo aveva già detto loro e quindi dovranno in quell’ora rafforzare la fede e vincere lo scandalo che viene loro dal mondo.

 L’ora è quella della persecuzione, dello scandalo, del martirio dei discepoli di Gesù; l’ora è quella della sofferenza e del dolore che sarà loro inflitto a causa del nome di Gesù, perché hanno creduto in lui e ne continuano l’opera con la parola e con la vita.