Spirito Santo Corsico

     -Parrocchia Spirito Santo Corsico-

 

Lc 7,18-28
Il VangeloIl commento

18Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni 19li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». 20Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». 21In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. 22Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia. 23E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
24Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? 25Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. 26Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. 27Egli è colui del quale sta scritto:

Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero,
davanti a te egli preparerà la tua via.

28Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

 

 

18Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni

Giovanni conosceva Gesù per rivelazione. Lo conosceva nella sua essenza e nella sua missione da compiere.

Non lo conosceva però nelle sue opere compiute. Gesù ha iniziato ad operare dopo che lui fu messo in prigione.

Che Giovanni conoscesse Gesù nella sua missione e nella sua essenza lo attestano le sue parole:

22Dopo queste cose, Gesù andò con i suoi discepoli nella regione della Giudea, e là si tratteneva con loro e battezzava. 23Anche Giovanni battezzava a Ennòn, vicino a Salìm, perché là c’era molta acqua; e la gente andava a farsi battezzare. 24Giovanni, infatti, non era ancora stato gettato in prigione.

25Nacque allora una discussione tra i discepoli di Giovanni e un Giudeo riguardo alla purificazione rituale. 26Andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui che era con te dall’altra parte del Giordano e al quale hai dato testimonianza, ecco, sta battezzando e tutti accorrono a lui». 27Giovanni rispose: «Nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stata data dal cielo. 28Voi stessi mi siete testimoni che io ho detto: “Non sono io il Cristo”, ma: “Sono stato mandato avanti a lui”. 29Lo sposo è colui al quale appartiene la sposa; ma l’amico dello sposo, che è presente e l’ascolta, esulta di gioia alla voce dello sposo. Ora questa mia gioia è piena. 30Lui deve crescere; io, invece, diminuire».

31Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. 32Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. 33Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. 34Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito. 35Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. 36Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui. (Gv 3,22-36).

 

Che non conoscesse direttamente Gesù nelle sue opere lo conferma invece la sua prigionia iniziata prima che Gesù cominciasse a predicare e ad operare segni, miracoli e prodigi.

Ora Giovanni sente parlare delle opere di Gesù. Chiama due dei suoi discepoli per mandarli da Gesù.

19li mandò a dire al Signore: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?».

Li invia con una precisa domanda da porre al Signore: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”.

Sei tu il Messia di Dio o dobbiamo attendere un altro al quale Dio ha dato questo incarico e questo ministero?

Giovanni sapeva con divina certezza che Gesù era il Messia:

19Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e leviti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». 20Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». 21Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. 22Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». 23Rispose:

 

«Io sono voce di uno che grida nel deserto:

Rendete diritta la via del Signore,

 

come disse il profeta Isaia».

24Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. 25Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». 26Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, 27colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». 28Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando.

29Il giorno dopo, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! 30Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. 31Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».

32Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. 33Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. 34E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio». (Gv 1,19-34).

 

Queste parole non consentono che sorga alcun dubbio sulla scienza rivelata che Giovanni aveva di Gesù.

Teniamo a mente questa scienza e proseguiamo nella lettura del testo di San Luca. In seguito sarà possibile dare una giusta risposta al perché della domanda di Giovanni.

20Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”».

I due discepoli vengono e pongono la domanda con le stesse parole di Giovanni e dicendo a Gesù che è proprio Giovanni che gliela formula: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”.

Sei tu il Messia di Dio o dobbiamo attendere un’altra persona incaricata di questo ministero e di questa missione?

21In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi.

Mentre i due discepoli di Giovanni sono con Lui, Gesù compie miracoli. Guarisce molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi. Dona la vista a molti ciechi.

Era questa attività quotidiana di Gesù. Tutti portavano ammalati da Gesù e tutti chiedevano la guarigione per i loro cari o per se stessi.

22Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia.

Gesù non dona una risposta diretta a Giovanni. Non la può donare. Nessuno poteva rendere testimonianza su se stesso secondo la Legge antica. Era una testimonianza non utile per il discernimento.

Gli risponde però per mezzo della Scrittura che si compie per mezzo della sua opera e della sua parola.

Quale Scrittura si compie? Quella che annunziava i futuri tempi della presenza del Messia nel popolo del Signore.

                                           1Si rallegrino il deserto e la terra arida,

esulti e fiorisca la steppa.

Come fiore di narciso 2fiorisca;

sì, canti con gioia e con giubilo.

Le è data la gloria del Libano,

lo splendore del Carmelo e di Saron.

Essi vedranno la gloria del Signore,

la magnificenza del nostro Dio.

3Irrobustite le mani fiacche,

rendete salde le ginocchia vacillanti.

4Dite agli smarriti di cuore:

«Coraggio, non temete!

Ecco il vostro Dio,

giunge la vendetta,

la ricompensa divina.

Egli viene a salvarvi».

5Allora si apriranno gli occhi dei ciechi

e si schiuderanno gli orecchi dei sordi.

6Allora lo zoppo salterà come un cervo,

griderà di gioia la lingua del muto,

perché scaturiranno acque nel deserto,

scorreranno torrenti nella steppa.

7La terra bruciata diventerà una palude,

il suolo riarso sorgenti d’acqua.

I luoghi dove si sdraiavano gli sciacalli

diventeranno canneti e giuncaie.

8Ci sarà un sentiero e una strada

e la chiameranno via santa;

nessun impuro la percorrerà.

Sarà una via che il suo popolo potrà percorrere

e gli ignoranti non si smarriranno.

9Non ci sarà più il leone,

nessuna bestia feroce la percorrerà o vi sosterà.

Vi cammineranno i redenti.

10Su di essa ritorneranno i riscattati dal Signore

e verranno in Sion con giubilo;

felicità perenne splenderà sul loro capo;

gioia e felicità li seguiranno

e fuggiranno tristezza e pianto. (Is 35,1-10).

 

                                                  1Lo spirito del Signore Dio è su di me,

perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione;

mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,

a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,

a proclamare la libertà degli schiavi,

la scarcerazione dei prigionieri,

2a promulgare l’anno di grazia del Signore,

il giorno di vendetta del nostro Dio,

per consolare tutti gli afflitti,

3per dare agli afflitti di Sion

una corona invece della cenere,

olio di letizia invece dell’abito da lutto,

veste di lode invece di uno spirito mesto.

Essi si chiameranno querce di giustizia,

piantagione del Signore, per manifestare la sua gloria.

4Riedificheranno le rovine antiche,

ricostruiranno i vecchi ruderi,

restaureranno le città desolate,

i luoghi devastati dalle generazioni passate.

5Ci saranno estranei a pascere le vostre greggi

e figli di stranieri saranno vostri contadini e vignaioli.

6Voi sarete chiamati sacerdoti del Signore,

ministri del nostro Dio sarete detti.

Vi nutrirete delle ricchezze delle nazioni,

vi vanterete dei loro beni.

7Invece della loro vergogna riceveranno il doppio,

invece dell’insulto avranno in sorte grida di gioia;

per questo erediteranno il doppio nella loro terra,

avranno una gioia eterna.

8Perché io sono il Signore che amo il diritto

e odio la rapina e l’ingiustizia:

io darò loro fedelmente il salario,

concluderò con loro un’alleanza eterna.

9Sarà famosa tra le genti la loro stirpe,

la loro discendenza in mezzo ai popoli.

Coloro che li vedranno riconosceranno

che essi sono la stirpe benedetta dal Signore.

10Io gioisco pienamente nel Signore,

la mia anima esulta nel mio Dio,

perché mi ha rivestito delle vesti della salvezza,

mi ha avvolto con il mantello della giustizia,

come uno sposo si mette il diadema

e come una sposa si adorna di gioielli.

11Poiché, come la terra produce i suoi germogli

e come un giardino fa germogliare i suoi semi,

così il Signore Dio farà germogliare la giustizia

e la lode davanti a tutte le genti. (Is 61,1-11).

 

Si compie tutta ogni profezia della Scrittura sul Messia del Signore. I passi che Gesù cita sono contenuti in Isaia 35 e 61.

Sono questi dei testi che profetizzano l’opera del Messia del Signore e Gesù  sta compiendo oggi in mezzo al suo popolo proprio queste opere.

Gesù ricorre alla testimonianza della Scrittura da aggiungere a quella che Giovanni gli aveva già reso.

Quella di Giovanni era non valevole come testimonianza ufficiale, perché fatta da uno solo. Quella di Gesù neanche era valevole perché personale.

Giovanni e la Scrittura sono due testimonianze valevoli in giudizio, insieme sono degne di essere credute ed accolte. Esse sono la verità di Gesù.

La disposizione della legge del Signore è precisa:

Se uno uccide un altro, l'omicida sarà messo a morte in seguito a deposizione di testimoni, ma un unico testimone non basterà per condannare a morte una persona (Nm 35, 30).

Colui che dovrà morire sarà messo a morte sulla deposizione di due o di tre testimoni; non potrà essere messo a morte sulla deposizione di un solo testimonio (Dt 17, 6).

Questa disposizione era stata poi generalizzata e resa necessaria per ogni testimonianza.

Ora chiediamoci: perché Giovanni manda i suoi discepoli da Gesù con questa domanda ben precisa?

Li manda perché Lui sa chi è Gesù e vuole che i suoi discepoli passino a Gesù allo stesso modo che un giorno avevano fatto Andrea e Giovanni.

Per operare questo passaggio la sua testimonianza da sola non era valida. Poteva essere considerata di parte.

Con la conferma di Gesù data loro attraverso la testimonianza della Scrittura che si compie sotto i loro occhi loro ora sanno chi è il Messia del Signore con assoluta certezza. Sapendo, possono seguirlo, anzi devono lasciare Giovanni e divenire discepoli di Gesù.

Ogni uomo ha l’obbligo di seguire la verità più alta.

Ogni uomo ha anche l’obbligo di sapere con certezza assoluta qual è la verità più alta.

I discepoli di Giovanni ora sanno chi è la verità più alta. È Gesù. Lui dovranno seguire.

Se non lo seguono il loro cammino verso la verità si interrompe, perché Giovanni il Battista non è la verità più alta. Lui è solo testimone della luce, ma non è la luce.

Ora che Gesù ha iniziato la sua missione Giovanni il Battista non può tenere più discepoli. Deve consegnarli a Gesù.  I suoi discepoli sanno chi è Gesù e possono prepararsi a seguirlo. È questo il cammino dell’uomo verso la verità.

23E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».

Lo scandalo è un impedimento creato nella fede di qualcuno da qualcosa che viene fatta da chi la fede annunzia o da chi la fede riceve.

Qualsiasi cosa Gesù faccia è degna di essere creduta, perché assoluta verità.

Chi è allora beato?

Chi vedendo Cristo accoglie tutto ciò che fa e tutto ciò che dice perché purissima verità, perché Parola ed opera di Dio.

In Gesù nessuno potrà mai dire di aver trovato un qualcosa che gli impedisce di credere in Lui.

Se qualcuno dice questo allora non è più beato. Non è beato perché si preclude da se stesso la via della vera vita che è Gesù Signore.

Questa frase vale quanto tutta la vita di Gesù Signore. Essa ci dice che in Gesù nessuna cosa è scandalo o impedimento per la propria fede.

Se qualcuno trova in Lui uno scandalo o un impedimento è segno che il suo cuore non è libero, non è vero, non è giusto, non è capace di vero e sano discernimento. Questa persona non sa ancora separare il bene dal male, il giusto dall’ingiusto, la santità dal peccato, l’opera di Dio dall’opera dell’uomo.

Chi trova scandalo in Gesù è un uomo dagli occhi non puri e non limpidi.

24Quando gli inviati di Giovanni furono partiti, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento?

Gli inviati di Giovanni partono per andare a riferire al loro maestro quanto avevano visto e udito. Gesù invece coglie l’occasione per dire al mondo intero chi è in verità Giovanni il Battista.

Giovanni è uomo del deserto. Non è però una canna sbattuta dal vento. Egli non è persona che si piega seguendo la direzione del vento, ora di qua e ora di là, ora a destra e subito dopo a sinistra.

Egli non è persona governabile da alcuno. Non si vende al primo venuto. Non si lascia comprare dal migliore offerente.

Egli è l’uomo della verità di Dio. Appartiene alla verità. Nella verità è stabile più che una quercia secolare. Egli non segue le mode né dei pensieri e né delle dottrine.

25Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re.

Non è neanche un uomo abituato a vivere nel lusso e nella raffinatezza.

Queste persone vivono nei palazzi dei re, non certo nel deserto.

Giovanni è uomo temprato in tutto. È persona che sa vivere nel deserto nelle situazioni più estreme. È abituato al digiuno e alla grande penitenza.

Qualche locusta gli basta per scacciare la sua fame e un po’ di miele selvatico gli addolcisce il palato.

Una veste di peli di cammello è il suo abito e una cintura di pelle lo tiene stretto ai fianchi. Nient’altro.

Egli è l’uomo dell’essenziale. Quanto è sufficiente per sopravvivere gli basta.

Giovanni è l’uomo della verità, della sana moralità, della temperanza e della sobrietà, del poco, anzi del quasi niente.

È un uomo austero che ha fatto della sua vita un segno di grande libertà da tutte le cose di questo mondo. Egli è solo del Signore, solo di Dio.

Questo è Giovanni il Battista in ordine alla verità e alla moralità della sua vita.

26Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta.

Giovanni, in ordine alla missione da svolgere, è un vero profeta. Anzi, per Gesù è più che un profeta.

Perché per Gesù egli è vero profeta e più che profeta?

27Egli è colui del quale sta scritto: Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via.

È vero profeta e più che profeta perché Lui è il precursore del Messia di Dio, secondo la profezia di Malachia:

                        1Ecco, io manderò un mio messaggero a preparare la via davanti a me e subito entrerà nel suo tempio il Signore che voi cercate; e l’angelo dell’alleanza, che voi sospirate, eccolo venire, dice il Signore degli eserciti. 2Chi sopporterà il giorno della sua venuta? Chi resisterà al suo apparire? Egli è come il fuoco del fonditore e come la lisciva dei lavandai. 3Siederà per fondere e purificare l’argento; purificherà i figli di Levi, li affinerà come oro e argento, perché possano offrire al Signore un’offerta secondo giustizia. 4Allora l’offerta di Giuda e di Gerusalemme sarà gradita al Signore come nei giorni antichi, come negli anni lontani. 5Io mi accosterò a voi per il giudizio e sarò un testimone pronto contro gli incantatori, contro gli adùlteri, contro gli spergiuri, contro chi froda il salario all’operaio, contro gli oppressori della vedova e dell’orfano e contro chi fa torto al forestiero. Costoro non mi temono, dice il Signore degli eserciti.

              6Io sono il Signore, non cambio;

              voi, figli di Giacobbe, non siete ancora al termine.

              7Fin dai tempi dei vostri padri

              vi siete allontanati dai miei precetti,

              non li avete osservati.

              Tornate a me e io tornerò a voi,

              dice il Signore degli eserciti.

              Ma voi dite:

              «Come dobbiamo tornare?».

              8Può un uomo frodare Dio?

              Eppure voi mi frodate

              e andate dicendo:

              «Come ti abbiamo frodato?».

              Nelle decime e nelle primizie.

              9Siete già stati colpiti dalla maledizione

              e andate ancora frodandomi,

              voi, la nazione tutta!

              10Portate le decime intere nel tesoro del tempio,

              perché ci sia cibo nella mia casa;

              poi mettetemi pure alla prova in questo

              – dice il Signore degli eserciti –,

              se io non vi aprirò le cateratte del cielo

              e non riverserò su di voi benedizioni sovrabbondanti.

              11Terrò indietro gli insetti divoratori,

              perché non vi distruggano i frutti della terra

              e la vite non sia sterile nel campo,

              dice il Signore degli eserciti.

              12Felici vi diranno tutte le genti,

              perché sarete una terra di delizie,

              dice il Signore degli eserciti.

13Duri sono i vostri discorsi contro di me – dice il Signore – e voi andate dicendo: «Che cosa abbiamo detto contro di te?». 14Avete affermato: «È inutile servire Dio: che vantaggio abbiamo ricevuto dall’aver osservato i suoi comandamenti o dall’aver camminato in lutto davanti al Signore degli eserciti? 15Dobbiamo invece proclamare beati i superbi che, pur facendo il male, si moltiplicano e, pur provocando Dio, restano impuniti». 16Allora parlarono tra loro i timorati di Dio. Il Signore porse l’orecchio e li ascoltò: un libro di memorie fu scritto davanti a lui per coloro che lo temono e che onorano il suo nome. 17Essi diverranno – dice il Signore degli eserciti – la mia proprietà particolare nel giorno che io preparo. Avrò cura di loro come il padre ha cura del figlio che lo serve. 18Voi allora di nuovo vedrete la differenza fra il giusto e il malvagio, fra chi serve Dio e chi non lo serve.

19Ecco infatti: sta per venire il giorno rovente come un forno. Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno, venendo, li brucerà – dice il Signore degli eserciti – fino a non lasciar loro né radice né germoglio. 20Per voi, che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia e voi uscirete saltellanti come vitelli dalla stalla. 21Calpesterete i malvagi ridotti in cenere sotto le piante dei vostri piedi nel giorno che io preparo, dice il Signore degli eserciti.

              22Tenete a mente la legge del mio servo Mosè,

              al quale ordinai sull’Oreb

              precetti e norme per tutto Israele.

              23Ecco, io invierò il profeta Elia prima che giunga

              il giorno grande e terribile del Signore:

              24egli convertirà il cuore dei padri verso i figli

              e il cuore dei figli verso i padri,

              perché io, venendo,

              non colpisca

              la terra con lo sterminio. (Mal 3,1-24).

 

Tra tutti i profeti dell’Antico Testamento lui è stato chiamato per essere vero profeta e vero Precursore del Messia del Signore.

Sappiamo in che modo Giovanni ha preparato la via a Gesù. Nel Vangelo secondo Luca tutto il capitolo terzo è dedicato a questo suo ministero. Nel primo capitolo è detto tutto sulla sua nascita per miracolo e sulla sua vocazione fin dal grembo di sua madre.

Gli altri Vangeli presentano tutti la sua figura e la sua missione.

28Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

Ora Gesù rivela qual è la grandezza di Giovanni.

Egli è il più grande tra tutti i nati da donna. Quindi è più grande di Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, Elia, Isaia, Geremia, Ezechiele, ogni altro uomo dell’Antico Testamento e di quanti non sono ancora divenuti cristiani.

Sulla grandezza degli uomini ecco cosa insegnava l’Antico Testamento, che nel libro del Siracide (cc. 44-49) fa l’elogio degli uomini illustri:

                                      1Il ricordo di Giosia è come una mistura d’incenso,

preparata dall’arte del profumiere.

In ogni bocca è dolce come il miele,

come musica in un banchetto.

2Egli si dedicò alla riforma del popolo

e sradicò gli abomini dell’empietà.

3Diresse il suo cuore verso il Signore,

in un’epoca d’iniqui riaffermò la pietà.

 

4Se si eccettuano Davide, Ezechia e Giosia,

tutti agirono perversamente;

poiché avevano abbandonato la legge dell’Altissimo,

i re di Giuda scomparvero.

5Lasciarono infatti il loro potere ad altri,

la loro gloria a una nazione straniera.

6I nemici incendiarono l’eletta città del santuario,

resero deserte le sue strade,

7secondo la parola di Geremia, che essi però maltrattarono,

benché fosse stato consacrato profeta nel seno materno,

per estirpare, distruggere e mandare in rovina,

ma anche per costruire e piantare.

 

8Ezechiele contemplò una visione di gloria,

che Dio gli mostrò sul carro dei cherubini.

9Si ricordò dei nemici nell’uragano,

beneficò quanti camminavano nella retta via.

10Le ossa dei dodici profeti

rifioriscano dalla loro tomba,

perché essi hanno consolato Giacobbe,

lo hanno riscattato con la loro confidente speranza.

 

11Come elogiare Zorobabele?

Egli è come un sigillo nella mano destra;

12così anche Giosuè figlio di Iosedek:

nei loro giorni hanno riedificato la casa,

hanno elevato al Signore un tempio santo,

destinato a una gloria eterna.

13Anche la memoria di Neemia durerà a lungo;

egli rialzò le nostre mura demolite,

vi pose porte e sbarre

e fece risorgere le nostre case.

14Nessuno sulla terra fu creato eguale a Enoc;

difatti egli fu assunto dalla terra.

15Non nacque un altro uomo come Giuseppe,

guida dei fratelli, sostegno del popolo;

perfino le sue ossa furono onorate.

16Sem e Set furono glorificati fra gli uomini,

ma, nella creazione, superiore a ogni vivente è Adamo.

(Sir 49,1-16).

 

Di tutti questi uomini illustri, il più grande è Giovanni il Battista. Di per sé Adamo non dovrebbe entrare in questa affermazione di Gesù, perché Lui non è nato da Donna. Lui è stato creato direttamente da Dio.

Lo ripetiamo: di quanti non sono cristiani Giovanni è il più grande. È più grande di ogni altro che l’uomo dice essere “grande”. Tutti possono essere “grandi”. Giovanni è il più grande.

Gesù  aggiunge però che il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui.

Perché il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui?

Prima di tutto perché il più piccolo in assoluto è Gesù stesso, che si è veramente fatto il servo di tutti, di tutta l’umanità.

Gesù è più grande di Giovanni in ragione della sua origine divina e della sua missione, che è di salvezza e di redenzione per tutto il genere umano.

Noi tutti siamo redenti e riscattati dal suo sacrificio, dalla sua morte, dalla sua croce.

Più grande di Giovanni è anche ogni battezzato nello Spirito Santo e fuoco.

Il battesimo cristiano dona una dignità nuova a chi lo riceve: lo rende partecipe della natura divina, lo fa figlio di Dio per adozione, lo fa corpo di Cristo, tempio vivo dello Spirito Santo, Chiesa di Dio, abitazione della Santissima Trinità.

Questa dignità nuova è talmente alta e profonda che veramente si può affermare che un abisso incolmabile separa l’Antica Alleanza dalla Nuova e quanti sono entrati nella Nuova Alleanza da quanti non vi sono entrati.

La Nuova Alleanza non è una continuazione dell’Antica.

Con l’Antica vi è una vera frattura. Tra l’Antica e la Nuova vi è un vero salto ontologico.

Altra considerazione è questa: se Giovanni, il più grande tra i nati di Donna, è il testimone della verità di Gesù, nessun altro uomo né prima né dopo Cristo Gesù, potrà mai prescindere da Gesù.

Chi prescinde da Gesù rimane nella sua povertà di natura corrotta dal peccato.

Chi non rende testimonianza a Cristo Gesù illude gli uomini perché non li aiuta a fare il salto ontologico che è il passaggio nella Nuova Alleanza. Li costringe a vivere da non redenti e da non salvati.