-Parrocchia Spirito Santo Corsico-
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VENERDI' SANTOCOMEMORAZIONE DELLA PASSIONE INIZIO DEI VESPERI Ci troviamo raccolti a commemorare e rivivere la passione del Signore. La Chiesa contempla il suo sposo che, morendo, si offre vittima al Padre per liberare tutta l'umanità dal peccato e dalla morte. Noi adoriamo In questa celebrazione il mistero della nostra salvezza e disponiamo il nostro cuore nella fede e nel pentimento perché possiamo essere raggiunti, guariti e santificati dal sacrificio di Cristo Redentore.
LUCERNARIO
O Dio, tu sei la mia luce; Dio mio, rischiara le mie tenebre
Per te sarò liberato dal male Dio mio, rischiara le mie tenebre.
O Dio, tu sei Ia mia luce; Dio mio, rischiara le mie tenebre.
LITURGIA DELLA PAROLA
Dal libro del profeta Isaia
Si può forse strappare la preda al forte? Oppure può un prigioniero sfuggire al tiranno? Eppure dice il Signore: «Anche il prigioniero sarà strappato al forte, la preda sfuggirà al tiranno. Io avverserò i tuoi avversari; io salverò i tuoi figli. Farò mangiare le loro stesse carni ai tuoi oppressori, si ubriacheranno del proprio sangue come di mosto. Allora ogni uomo saprà che io sono il Signore, tuo salvatore, io il tuo redentore e il Forte di Giacobbe». Dice il Signore: «Dov'è il documento di ripudio di vostra madre, con cui l'ho scacciata? Oppure a quale dei miei creditori io vi ho venduti? Ecco, per le vostre iniquità siete stati venduti, per le vostre scelleratezze è stata scacciata vostra madre. Per qual motivo non c'è nessuno, ora che io sono venuto? Perché, ora che chiamo, nessuno risponde? E' forse la mia mano troppo corta per riscattare oppure io non ho la forza per liberare? Ecco, con una minaccia prosciugo il mare, faccio dei fiumi un deserto. I loro pesci, per mancanza d'acqua, restano all'asciutto, muoiono di sete. Rivesto i cieli di oscurità, do loro un sacco per mantello». Il Signore Dio mi ha dato una lingua da iniziati, perché io sappia indirizzare allo sfiduciato una parola. Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come gli iniziati. Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietro. Ho presentato il dorso ai flagellatori, la guancia a coloro che mi strappavano la barba; non ho sottratto la faccia agli insulti e agli sputi. Il Signore Dio mi assiste, per questo non resto confuso, per questo rendo la mia faccia dura come pietra, sapendo di non restare deluso. E' vicino chi mi rende giustizia; chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci. Chi mi accusa? Si avvicini a me. Ecco, il Signore Dio mi assiste: chi mi dichiarerà colpevole? Ecco, come una veste si logorano tutti, la tignola li divora. Chi tra di voi teme il Signore, ascolti la voce del suo servo! Colui che cammina nelle tenebre, senza avere luce, speri nel nome del Signore, si appoggi al suo Dio. Ecco, voi tutti che accendete il fuoco, e tenete tizzoni accesi, andate alle fiamme del vostro fuoco, tra i tizzoni che avete acceso. Dalla mia mano vi è giunto questo; voi giacerete fra le torture. Parola di Dio
SALMELLO Sal 21, 17-20. 3. 5. 23-24 Hanno forato le mie mani e i miei piedi, * posso contare tutte le mie ossa
Essi mi guardano, mi osservano si dividono le mie vesti sul mio vestito gettano la sorte.
Ma tu, Signore, non stare lontano, mia forza, accorri in mio aiuto.
Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, grido di notte e non trovo riposo.
In te hanno sperato i nostri padri, hanno sperato e tu li hai liberati.
Annunzierò il tuo nome ai miei fratelli, ti loderò in mezzo all'assemblea.
Lodate il Signore, voi che lo temete, gli dia gloria la stirpe di Giacobbe.
Preghiamo. Volgi benevolo il tuo sguardo, o Dio misericordioso, su questa famiglia, per la quale il Signore nostro Gesù Cristo, consegnandosi liberamente nelle mani dei carnefici, subì il supplizio della croce, e ora, glorioso, vive e regna con te, nell'unità dello Spirito santo. . .
Dal libro del profeta Isaia
Chi avrebbe creduto alla nostra rivelazione? A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore? E' cresciuto come un virgulto davanti a lui e come una radice in terra arida. Non ha apparenza né bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo dei dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia, era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima. Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori e noi lo giudicavamo castigato, percosso da Dio e umiliato. Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti. Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il Signore fece ricadere su di lui l'iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca. Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo; chi si affligge per la sua sorte? Sì, fu eliminato dalla terra dei viventi, per l'iniquità del mio popolo fu percosso a morte. Gli si diede sepoltura con gli empi, con il ricco fu il suo tumulo, sebbene non avesse commesso violenza né vi fosse inganno nella sua bocca. Ma al Signore è piaciuto prostrarlo con dolori. Quando offrirà se stesso in espiazione, vedrà una discendenza, vivrà a lungo, si compirà per mezzo suo la volontà del Signore. Dopo il suo intimo tormento vedrà la luce e si sazierà della sua conoscenza; il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità. Perciò io gli darò in premio le moltitudini, dei potenti egli farà bottino, perché ha consegnato se stesso alla morte ed è stato annoverato fra gli empi, mentre egli portava il peccato di molti e intercedeva per i peccatori. Parola di Dio
Responsorio Cf Mt 27, 4546. 50 51; Gv 19, 34
Dense tenebre coprirono tutta la terra, mentre i Giudei crocifiggevano Gesù. Verso le tre del pomeriggio, Gesù invocò a gran voce: Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato? Uno dei soldati gli trafisse il fianco con una lancia, dopo che egli, chinata la testa, emise lo spirito. Ecco subito un gran terremoto, il velo del tempio si strappò e la terra si scosse, dopo che egli, chinata la testa, emise lo spirito.
Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Matteo
Venuto il mattino, tutti i sommi sacerdoti e gli anziani del popolo tennero consiglio contro Gesù, per farlo morire. Poi, messolo in catene, lo condussero e consegnarono al governatore Pilato. Allora Giuda, il traditore, vedendo che Gesù era stato condannato, si pentì e riportò le trenta monete d'argento ai sommi sacerdoti e agli anziani dicendo: «Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente». Ma quelli dissero: «Che ci riguarda? Veditela tu!». Ed egli, gettate le monete d'argento nel tempio, si allontanò e andò ad impiccarsi. Ma i sommi sacerdoti, raccolto quel denaro, dissero: «Non è lecito metterlo nel tesoro, perché è prezzo di sangue». E tenuto consiglio, comprarono con esso il Campo del vasaio per la sepoltura degli stranieri. Perciò quel campo fu denominato "Campo di sangue" fino al giorno d'oggi. Allora si adempì quanto era stato detto dal profeta Geremia: E presero trenta denari d'argento, il prezzo del venduto, che i figli di Israele avevano mercanteggiato, e li diedero per il campo del vasaio, come mi aveva ordinato il Signore. Gesù intanto comparve davanti al governatore, e il governatore l'interrogò dicendo: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose «Tu lo dici». E mentre lo accusavano i sommi sacerdoti e gli anziani, non rispondeva nulla. Allora Pilato gli disse: «Non senti quante cose attestano contro di te?». Ma Gesù non gli rispose neanche una parola, con grande meraviglia del governatore. Il governatore era solito, per ciascuna festa di Pasqua, rilasciare al popolo un prigioniero, a loro scelta. Avevano in quel tempo un prigioniero famoso, detto Barabba. Mentre quindi si trovavano riuniti, Pilato disse loro: «Chi volete che vi rilasci: Barabba o Gesù chiamato il Cristo?». Sapeva bene infatti che glielo avevano consegnato per invidia. Mentre egli sedeva in tribunale, sua moglie gli mandò a dire: «Non avere a che fare con quel giusto; perché oggi fui molto turbata in sogno, per causa sua». Ma i sommi sacerdoti e gli anziani persuasero la folla a richiedere Barabba e a far morire Gesù. Allora il governatore domandò: «Chi dei due volete che vi rilasci?». Quelli risposero: «Barabba!». Disse loro Pilato: «Che farò dunque di Gesù chiamato il Cristo?». Tutti gli risposero: «Sia crocifisso!». Ed egli aggiunse: «Ma che male ha fatto?». Essi allora urlarono: «Sia crocifisso!». Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell'acqua, si lavò le mani davanti alla folla: «Non sono responsabile, disse, di questo sangue; vedetevela voi!». E tutto il popolo rispose: «Il suo sangue ricada sopra di noi e sopra i nostri figli». Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò ai soldati perché fosse crocifisso. Allora i soldati del governatore condussero Gesù nel pretorio e gli radunarono attorno tutta la coorte. Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: «Salve, re dei Giudei!». E sputandogli addosso, gli tolsero di mano la canna e lo percuotevano sul capo. Dopo averlo così schernito, lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo. Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prender su la croce di lui. Giunti a un luogo detto Gòlgota, che significa luogo del cranio, gli diedero da bere vino mescolato con fiele; ma egli, assaggiatolo, non ne volle bere. Dopo averlo quindi crocifisso, si spartirono le sue vesti tirandole a sorte. E sedutisi, gli facevano la guardia. Al di sopra del suo capo, posero la motivazione scritta della sua condanna: « Questi è Gesù, il re dei Giudei». Insieme con lui furono crocifissi due ladroni, uno a destra e uno a sinistra. E quelli che passavano di là lo insultavano scuotendo il capo e dicendo: «Tu che distruggi il tempio e lo ricostruisci in tre giorni, salva te stesso! Se tu sei Figlio di Dio, scendi dalla croce!». Anche i sommi sacerdoti con gli scribi e gli anziani lo schernivano: «Ha salvato gli altri, non può salvare se stesso. E' il re d'Israele, scenda ora dalla croce e gli crederemo. Ha confidato in Dio; lo liberi lui ora, se gli vuol bene. Ha detto infatti: Sono Figlio di Dio!». Anche i ladroni crocifissi con lui lo oltraggiavano allo stesso modo. Da mezzogiorno fino alle tre del pomeriggio si fece buio su tutta la terra. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: « Elì, Elì, lemà sabactàni?», che significa: « Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, imbevutala di aceto, la fissò su una canna e così gli dava da bere. Gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se viene Elia a salvarlo!». E Gesù, emesso un alto grido, spirò. Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di Dio!». C'erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. Tra costoro Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e di Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedèo. Venuta la sera giunse un uomo ricco di Arimatèa, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. Erano lì, davanti al sepolcro, Maria di Màgdala e l'altra Maria. Il giorno seguente, quello dopo la Parasceve, si riunirono presso Pilato i sommi sacerdoti e i farisei, dicendo: «Signore, ci siamo ricordati che quell'impostore disse mentre era vivo: Dopo tre giorni risorgerò. Ordina dunque che sia vigilato il sepolcro fino al terzo giorno, perché non vengano i suoi discepoli, lo rubino e poi dicano al popolo: E' risuscitato dai morti. Così quest'ultima impostura sarebbe peggiore della prima!». Pilato disse loro: «Avete la vostra guardia, andate e assicuratevi come credete». Ed essi andarono e assicurarono il sepolcro, sigillando la pietra e mettendovi la guardia. Parola del Signore.
ADORAZIONE DELLA CROCE: Preghiamo. O Dio, che ci ami con amore di Padre e, in premio della sua fede, nello stesso giorno portasti il ladro pentito dalla croce al paradiso, liberaci dalle nostre ingiustizie e rendici eredi dei tuoi beni eterni. Per Cristo nostro Signore.
Oppure Preghiamo. O Dio, che hai redento l'uomo col sangue prezioso del tuo Figlio unigenito, a quelli che adorano la croce concedi la liberazione dal peccato e la vita eterna che dalla stessa croce è scaturita. Per Cristo nostro Signore.
Ecco il legno della croce, al quale fu sospeso colui che è salvezza del mondo Venite, adoriamo.
ANTIFONE 1 O Signore, adoriamo la tua croce e cantiamo gloria alla tua risurrezione
2 Adoriamo la tua croce, o Signore: adoriamo il mistero della tua croce e la salvezza che viene da te crocifisso.
3 Noi ti lodiamo, o Cristo, e ti benediciamo perché con la tua croce hai redento il mondo.
SALMO 21 Dio mio, Dio mio perché mi hai abbandonato? Eppure tu abiti la santa dimora, * tu, lode di Israele.
In te hanno sperato i nostri padri, hanno sperato e tu li hai liberati.
Ma io sono verme, non uomo, * infamia degli uomini, rifiuto del mio popolo.
Mi scherniscono quelli che mi vedono, * storcono le labbra, scuotono iI capo:
« Si è affidato al Signore, lui lo scampi; * lo liberi, se è suo amico ». Da me non stare lontano, poiché l'angoscia è vicina * e nessuno mi aiuta.
Mi circondano tori numerosi, * mi assediano tori di Basan.
Spalancano contro di me la loro bocca * come leone che sbrana e ruggisce.
Come acqua sono versato, * sono slogate tutte le mie ossa.
Il mio cuore è come cera, * si fonde in mezzo alle mie viscere.
E' arido come un coccio iI mio palato, la mia lingua si è incollata alla gola, * su polvere di morte mi hai deposto.
Ma tu, Signore, non stare lontano, * mia forza, accorri in mio aiuto.
Annuncerò iI tuo nome ai miei fratelli, * ti loderò in mezzo all'assemblea
PREGHIERA UNIVERSALE
PER LA SANTA CHIESA
Preghiamo, fratelli carissimi, per la santa Chiesa: il Signore Dio nostro le conceda pace e unità, la protegga su tutta la terra e doni a noi di vivere per la sua gloria.
O Dio onnipotente ed eterno, che in Cristo hai rivelato la tua gloria a tutte le genti, custodisci l'opera della tua misericordia e fa' che la santa Chiesa, diffusa su tutta la terra, perseveri con fermezza di fede nella professione del tuo nome. Per Cristo nostro Signore.
2 PER IL PAPA
Preghiamo per il nostro santo padre il papa .... il Signore Dio nostro, che lo ha eletto nell'ordine episcopale, lo conservi alla sua Chiesa per guidare il popolo santo di Dio.
Dio onnipotente ed eterno, sapienza che reggi tutte le cose, ascolta benigno le nostre preghiere: custodisci con paterna bontà il papa che tu hai scelto per noi perché sotto la sua guida il popolo cristiano, di cui tu sei il pastore unico e vero, cresca nella fede. Per Cristo nostro Signore.
3 PER TUTTI GLI ORDINI SACRI E PER TUTTI I FEDELI
Preghiamo per il nostro vescovo... e per tutti i vescovi, per i sacerdoti e per i diaconi, per tutti quelli che svolgono un ministero nella Chiesa e per tutto il popolo di Dio.
Dio onnipotente ed eterno, che nel tuo Spirito guidi e santifichi la Chiesa, accogli la preghiera che ti innalziamo perché secondo il dono della tua grazia tutti i membri della comunità, nel loro ordine e grado ti possano fedelmente servire. Per Cristo nostro Signore.
4 PER I CATECUMENI
Preghiamo per i (nostri) catecumeni: il Signore Dio nostro apra i loro cuori alla sua misericordia perché nell'acqua del battesimo ricevano il perdono di tutti i peccati e siano incorporati a Cristo Gesù, nostro Salvatore.
O Dio onnipotente ed eterno, che rendi la tua Chiesa sempre feconda di nuovi figli, accresci nei (nostri) catecumeni la luce della fede perché, rinati nel fonte battesimale, siano accolti tra i tuoi figli di adozione. Per Cristo nostro Signore.
5 PER L'UNITA' DEI CRISTIANI
Preghiamo per tutti i fratelli che credono in Cristo: il Signore Dio nostro conceda loro di vivere secondo la verità che professano e li raduni e li custodisca nell'unica sua Chiesa.
O Dio onnipotente ed eterno, che riunisci i dispersi e li serbi nell'unità, guarda con amore al gregge del Figlio tuo; raccogli nell'integrità della fede e nel vincolo della carità quelli che un unico battesimo ha consacrato. Per Cristo nostro Signore.
6 PER GLI EBREI
Preghiamo per i figli del popolo ebraico: il Signore Dio nostro, che un tempo parlò ai loro padri, li aiuti a progredire nel suo amore e nella fedeltà alla sua alleanza.
O Dio onnipotente ed eterno, che ad Abramo e alla sua discendenza hai donato le tue promesse, ascolta la preghiera della tua Chiesa perché quello che un tempo fu il tuo popolo eletto possa giungere alla pienezza della redenzione. Per Cristo nostro Signore.
7 PER I NON CRISTIANI
Preghiamo per quelli che non credono in Cristo: illuminati dallo Spirito santo, possano entrare anch'essi nella via della salvezza.
O Dio onnipotente ed eterno, ai nostri fratelli che camminano alla tua presenza in sincerità di cuore ma non conoscono Cristo, concedi di trovare la verità; e a noi dona di crescere nella carità reciproca e di vivere più profondamente il tuo mistero di salvezza per essere nel mondo testimoni più credibili del tuo amore paterno. Per Cristo nostro Signore.
8 PER QUELLI CHE NON CREDONO IN DIO
Preghiamo per quelli che non credono in Dio perché, vivendo con bontà e con rettitudine di cuore, arrivino a conoscerlo e ad amarlo.
O Dio onnipotente ed eterno, che infondesti nel cuore degli uomini, così profonda nostalgia di te, che solo quando ti trovano hanno pace, concedi ai nostri fratelli di scorgere nel mondo i segni della tua bontà e vedendo la testimonianza di amore di quelli che credono, di riconoscerti con gioia come unico vero Dio, padre di tutti. Per Cristo nostro Signore.
9 PER I GOVERNANTI
Preghiamo per quelli che Sono chiamati a reggere la comunità civile: il Signore Dio nostro li illumini e li guidi a cercare il bene di tutti nella libertà, nella giustizia e nella pace.
O Dio onnipotente ed eterno, nelle tue mani sono le speranze degli uomini e i diritti dei popoli; illumina coloro che ci governano perché promuovano in una pace duratura il progresso sociale e morale, e la libertà civile e religiosa. Per Cristo nostro Signore.
10 PER QUELLI CHE SOFFRONO
Preghiamo, fratelli carissimi Dio Padre onnipotente perché salvi l'umanità da ogni male: allontani le epidemie, vinca la fame e l'ignoranza, abbatta i muri di ogni separazione, liberi gli oppressi, protegga chi è in viaggio, conceda il ritorno ai lontani da casa, la consolazione ai tribolati, la salute ai malati, ai morenti la salvezza eterna.
O Dio onnipotente ed eterno conforto degli afflitti e sostegno dei deboli, ascolta il grido dell'umanità sofferente e accorri in suo aiuto perché tutti si rallegrino di avere sperimentato la tua misericordia. Per Cristo nostro Signore.
11 PER I DEFUNTI
Preghiamo per i nostri fratelli che sono morti nella pace di Cristo: associati a lui nel destino di sofferenza e di morte, possano partecipare alla gloria della sua risurrezione.
O Dio onnipotente ed eterno, che hai abbandonato il tuo unico Figlio alla morte di croce perché tutti noi, chiamati a morire con lui, potessimo con lui rinascere alla vita, dona ai nostri fratelli, che nella fede hanno lasciato questo mondo, di entrare nella gioia della luce senza fine. Per Cristo nostro Signore.
CONCLUSIONE
Preghiamo.
O Dio, che hai dato agli uomini come modello di umiltà e di pazienza Gesù Cristo nostro fratello e nostro redentore morto in croce per noi, donaci di accogliere gli insegnamenti della sua passione e di condividere la sua gloria di Salvatore risorto, che vive e regna nei secoli dei secoli.
Popolo: Amen.
Sacerdote: Benedetto il Signore, che vive e regna nei secoli dei se- coli.
Popolo: Amen.
Sacerdote: Il Signore ci benedica e ci esaudisca.
Popolo: Amen.
Diacono: Andiamo in pace.
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